Acqua, battaglia legale a Bologna contro gli aumenti


BOLOGNA, 17 APR. 2012 – Federconsumatori e i comitati per l’acqua pubblica di Bologna hanno depositato un ricorso al Tar contro l’aumento delle tariffe decise da Ato nello scorso dicembre che, a loro dire, sarebbero in contrasto con l’esito del referendum. Si tratta della seconda iniziativa del genere in Italia, dopo quella del 9 marzo in basso Valdarno che vede coinvolti 57 sindaci. Un ricorso analogo, hanno spiegato i promotori, è allo studio anche a Torino.Nel mirino c’è la delibera Ato del 22 dicembre, che fu approvata in un clima di proteste e tensione con tanto di lancio di monetine contro alcuni amministratori locali. In particolare l’oggetto del ricorso "è la riaffermazione e l’inserimento in tariffa della ‘remunerazione del capitale investito’ nonostante il referendum abrogativo di giugno e il decreto del Presidente della Repubblica del 18 luglio 2011".I comitati e Federconsumatori hanno anche accusato Hera, la multiutility gestore del servizio, di fare disinformazione: "Dice che eliminare il capitale reinvestito equivale a 93 centesimi a persona, ma la stessa delibera parla di 27 milioni. Che diviso la popolazione servita significa circa 27 euro pro capite", ha sottolineato Andrea Caselli, portavoce dei comitati.Il ricorso, firmato da 16 utenti tra cui il presidente nazionale di Federconsumatori Rosario Trefiletti, è stato notificato il 6 aprile. A realizzare la memoria gli avvocati Vanna Pizzi e Vittorio Largajolli di Roma e Giampiero Falzone di Bologna.

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