Acimac guarda ai Bric. E’ lì il futuro dell’edilizia


MODENA, 13 GIU. 2012 – I paesi BRIC (Brasile, Russia, India e Cina), nuovi padroni dell’economia mondiale assieme alla Turchia, traineranno la crescita dell’industria delle costruzioni. Le imprese italiane dovranno allinearsi a tale evidenza attrezzandosi per raggiungerli in loco e  intensificando la parte finale della catena del valore, ossia il servizio post vendita.Questo il principale dato emerso nell’incontro organizzato il 12 giugno da Acimac, nell’ambito del convegno “Scenari e prospettive dell’edilizia mondiale”. Ospiti illustri del panorama internazionale hanno portato il loro contributo mettendo insieme, in uno scenario attuale e futuro, alcune linee guida essenziali per l’imprenditoria che ruota attorno al settore delle costruzioni.Dopo i saluti iniziali di Pietro Cassani, presidente uscente di Acimac, ha preso la parola Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria: “Il nostro Paese ha due punti di forza: l’eccellenza manifatturiera e l’intraprendenza delle sue figure imprenditoriali. La situazione presenta fattori di criticità, ma dobbiamo credere in quello che facciamo e investire nelle nostre aziende”. Per questo Squinzi ha dichiarato di volersi seriamente impegnare, durante il suo mandato, per supportare la manifattura italiana e in particolar modo la meccanica che esprime punte di grande eccellenza, come dimostrano gli ottimi risultati dei costruttori di macchine per ceramica.Al centro del convegno lo studio di Prometeia, illustrato da Giuseppe Schirone e Luca Ugolini, secondo cui il mercato domestico e l’Europa Occidentale sarà interessato nei prossimi anni da un’ulteriore contrazione, mentre nei Bric si concentrerà il 40% degli investimenti in costruzioni. Buone anche le prospettive in Nord Africa e nel resto del Sud America. A seguire l’intervento di Zeynep Bodur, presidente della Federazione Ceramica Turca che, nell’evidenziare gli importanti tassi di crescita del suo Paese (5a economia in Europa, 15a nel mondo), ha rilevato come la contrazione del mercato europeo (principale partner di riferimento per export e commercio), abbia rallentato, seppur lievemente, l’economia locale. Sono tuttavia previsti tra il 2011 e il 2017 trend di crescita del 7,7% e grossi piani di investimenti a livello di edilizia residenziale, infrastrutture, trasporti e industria.“L’India, nel prossimo decennio andrà incontro a uno sviluppo edilizio del 100%. Entro il 2030 si stima che circa 300 milioni di persone si sposteranno nelle città, nelle quali bisognerà intervenire con grossi interventi di urbanizzazione”. A dichiararlo Shreekant Somany, presidente ICCTAS, Indian Council Of Ceramic Tiles and Sanitaryware. Somany, sottolineando a più riprese l’importanza del costruire sostenibile, ha dichiarato che in India, tra il 2016 e il 2017, sono previsti investimenti edili per oltre 620 miliardi di dollari”. Ha concluso i lavori Fabio Tarozzi, neo presidente di Acimac che ha ribadito l’eccellenza e la leadership dei costruttori italiani di macchine per ceramica nel servire i mercati più lontani, dove già si concentra la maggioranza dell’export del settore.

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