Accordo Enel-Coprobper la centrale della discordia


MODENA, 8 AGO. 2013 – C’è un nuovo spettro che si aggira per la Bassa, devastata dal sisma e alle prese con una complessa ricostruzione, la riconversione dell’ex zuccherificio di Massa finalese in centrale elettrica alimentata a biomasse. Una vicenda iniziata quando l’intesa con l’Unione europea portò alla chiusura di sei impianti per la trasformazione delle barbabietole, un duro colpo per gli agricoltori modenesi e per gli addetti dello stabilimento. Dopo gli scioperi e le proteste, con il sostegno della Provincia prese forma l’idea di convertire la struttura in centrale a biomasse di origine agricola, in particolare, sorgo prodotto nella Bassa. Tutto bene all’apparenza, anche se la prima sperimentazione produttiva non diede gli esiti sperati. Poi arrivò la bonifica dell’area, svolta da una ditta più volte comparsa in inchieste sulla criminalità organizzata, quindi il terremoto con le nuove paure generate nella popolazione. Morale della favola, della centrale ancora nessuna traccia, nemmeno del cantiere nonostante stia per scadere la proroga di due anni concessa alla proprietà. Nell’attesa è cresciuta la contrarietà all’opera, con un emendamento del Movimento 5 stelle passato ieri in commissione agricoltura che ha tolto all’impianto la patente di opera strategica nazionale. Niente più commissario nominato dal Governo, dunque, ma nemmeno una corsia privilegiata a livello burocratico e autorizzativo. Tutto fermo? Un nuovo caso Rivara? Probabilmente no, anche perché proprio oggi il Gruppo Coprob proprietario dell’impianto ha raggiunto un’intesa con Enel Green Power per realizzare la centrale elettrica. La partnership prevede un investimento di 60 milioni con la nascita di Enel Green Power Finale Emilia attraverso l’acquisizione del 70% di Domus Energia. Una svolta attesa dai soci della Coprob che ora potranno mettere in produzione 3mila ettari di terreno da sorgo da fibra. Energia elettrica a chilometro zero con il via libera delle associazioni agricole Copagri, Cia e Confagricoltura che lo scorso marzo hanno firmato l’accordo di filiera su varietà da produrre per la centrale e remunerazione. Il confronto politico continuerà, ma l’obiettivo della nuova proprietà è quello di iniziare la produzione entro il 2015. Staremo a vedere.

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