Accesso al credito, se sei donna è più difficile


BOLOGNA, 10 GIU. 2009 – L’accesso al credito rappresenta uno dei nodi cruciali della possibilità di stare sul mercato, non solo nella fase di avvio di nuove attività, ma anche nei momenti di trasformazione. E se in questo momento è difficile per tutte le imprese ottenere dei finanziamenti, per quelle femminili lo è ancor di più. CNA Impresa Donna Emilia-Romagna ha deciso di porre questo problema al centro del prossimo seminario del ciclo “Responsabili e Informate”, in programma venerdì 12 giugno alle ore 14.30.In Emilia-Romagna le imprese femminili rappresentano ormai un quarto del totale, sono presenti in tutti i settori sono diventate realtà sempre più consolidate e ben posizionate sul mercato, oltrechè in possesso di una solida reputazione. Anche qui, come nelle altre regioni, vi sono spesso piccole e piccolissime imprese che fanno fatica ad avere, non solo in fase di avvio. E l’accesso ai fidi bancari è per loro un’importante fonte di finanziamento per le necessità di cassa. Ma una ricerca dal titolo “Do Women Pay More for Credit?”, che si basa su più di un milione di accessi al fido bancario di 150mila micro-imprese tra gennaio 2004 e dicembre 2006 – e di cui sono autori Alberto Alesina, Emilio Mistrulli e Francesca Lotti -, ci dice che le micro-imprese con titolare donna pagano un tasso di interesse più alto rispetto a quelle che hanno un uomo come titolare: lo 0,3 per cento in più. Questo differenziale è vero per ogni settore e area territoriale, nel periodo indagato, e nonostante le imprenditrici falliscano meno dei loro colleghi maschi: l’1,9% contro il 2,2%. Dunque, il diverso trattamento non può essere attribuito ad una presunta maggiore rischiosità delle imprese femminili, né al fatto che queste si concentrino in settori a bassa intensità di capitale. A questo si aggiunge che se l’imprenditrice che chiede l’affidamento, si avvale di un garante donna, il differenziale raddoppia. Anche molte associate CNA – oltre 27.000 in regione – sottolineano difficoltà nella contrattazione con le banche.Occorre interrogarsi su come affrontare e risolvere questa situazione. CNA Impresa Donna Emilia-Romagna lo farà nell’ambito dell’iniziativa dal titolo “Questioni di credito: ostacoli e risorse per l’imprenditoria femminile”, che si terrà presso la Torre CNA (sala Gagliani) in viale Aldo Moro 22 a Bologna. Ne parleranno Francesca Lotti, dirigente del dipartimento economico della Banca d’Italia e autrice di diverse ricerche tra cui la sopra richiamata “Do woman pay more for credit? Evidence from Italy”, e Maria Francesca Cesaroni, economista dell’Università di Urbino che presenterà in anteprima una ricerca su credito e fiducia nell’imprenditoria femminile. A sostenere il punto di vista di banche e Confidi, Susanna Cavalieri, capo area territoriale di Emilbanca e Daniela Magni, vicepresidente di Unifidi.

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