Abbattere per riqualificare: la Regione dice sì a Cna


BOLOGNA, 17 SET. 2010 – Negli anni del boom edilizio le periferie delle nostre città si sono riempite casermoni che oltre ad essere spaventosamente brutti producevano straodinarie emissioni dannose nell’atmosfera. Oggi quegli edifici, abitati più che altro da anziani impoveriti o da famiglie numerose di recente immigrazione, sono diventati vecchi e cominciano a rappresentare un problema serio, perchè mal costruiti e difficilmente ristrutturabili a norma antisismica ed energetica. I proprietari non hanno possibilità o interesse ad investire per rinnovarli, e l’unica via d’uscita sembra quella di raderli al suolo una volta volta per tutte.Sulla scia di questo ragionamento, CNA Costruzioni ha lanciato nel 2008 il progetto “Ridisegnare ricostruendo”, che prevede di abbattere e ricostruire in qualità, utilizzando il bonus del 35% previsto dal Piano Casa. “Secondo la precedente normativa – spiega Roberto Franchini, presidente di CNA Costruzioni Emilia Romagna -, bisognava restare nella stessa area di sedime, non riuscendo tuttavia in questo modo a riprogettare sempre in loco in quanto possono scattare i vincoli di altezza e/o la sopraelevazione innesca l’obbligo antisismico. Proprio per questo, lo scorso mese di luglio, ho presentato alla Regione un quesito sul caso concreto che stavo seguendo a Castelvetro, in provincia di Modena". "La Regione, nella persona del dottor Giovanni Maria Santangelo del Servizio programmazione territoriale e negoziata – prosegue Franchini – ha tempestivamente risposto, aggiungendo un nuovo tassello alle opportunità di riqualificazione urbana. Nella risposta, infatti, è stato precisato che le possibilità di ridisegno sono a scelta dei Comuni. In sostanza che la base dell’immobile si può spostare se il Comune di competenza è d’accordo e se, ovviamente, questo non contrasta con altre norme. Questa risposta è essenziale. Infatti, ridisegnando con una base differente un edificio totalmente nuovo, si può ridisegnare più bello, si possono utilizzare gli accorgimenti energetici migliori, come ad esempio l’orientamento solare, si possono utilizzare i criteri anti sismici e spendere meno”.Questa risposta, sottolineano i vertici di CNA Costruzioni, consente agli operatori di essere protagonisti del riidisegno di riqualificazione urbana in accordo con l’Ente locale. D’altra parte già i primi casi di applicazione del Piano Casa (Titolo III della legge 6/2009), utilizzando lo spostamento dell’area di sedime del precedente immobile, hanno consentito la progettazione degli ampliamenti per costruire residenze più belle, a risparmio energetico ed in piena sicurezza antisismica.“L’ambizione del nostro progetto – conclude Franchini – è dedicato ai comparti urbani energivori, non efficacemente ristrutturabili utilizzando le tecnologie oggi sul mercato. L’ambizione è di evitare operazioni speculative e l’espulsione di piccoli proprietari ed operatori economici a fronte dell’impennarsi della rendita fondiaria: la collaborazione tra Comuni e piccoli proprietari può rendere concreto il ridisegno urbano, creare valore per le nostre città senza elevati investimenti pubblici, sostituendo divieti e penalizzazioni con regole verificate per investire in reciproche opportunità. Inoltre, non va dimenticato che il contenimento energetico dei fabbricati esistenti è essenziale per ottemperare a quanto previsto dal protocollo di Kioto, pena enormi sanzioni, considerato che l’emissione di emissione di CO2 totale, è generata per il 40% da queste costruzioni”.

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