Abbassare i costi: la MotoGP copia la Superbike


20 LUG 2009 – Una MotoGP come la Superbike. O quasi. I vertici della classe regina del Motomondiale si interrogano sul modo più indolore per ridurre i costi. Infatti, già al Sachsenring un team ha deciso per l’abbandono (lasciando a piedi il povero sfortunatissimo Gibernau), ed è già sicuro il forfait definitivo della Kawasaki per l’anno prossimo. Con questi presupposti, la griglia di partenza potrebbe ridursi a soli 16 corridori. Una miseria, addirittura meno di quelli che prenderanno il via nella travagliata Formula 1.L’idea è quella di far entrare in pista anche moto non espressamente realizzate per la top class, ma piuttosto "ibride", con motore preso dalle moto da strada e con telaio sportivo realizzato ad hoc. Questa soluzione sarebbe identica a quella già adottata per la 250, che dall’anno prossimo si chiamerà Moto2, e che potrà ospitare, oltre alle moto prodotte apposta per la gara, anche moto che montino motori quattro cilindri in linea da 600cc derivati da quello che equipaggia la Honda CBR 600. In questo modo, nella seconda classe si sono aperte le porte anche a team minori, che di certo avranno ambizioni inferiori, ma che serviranno a fare numero.Giampiero Sacchi, responsabile della gestione sportiva del Gruppo Piaggio, ha ammesso di aver già ricevuto 20 ordini di telai da nuove squadre, interessate all’ingresso in Moto2, ed ha quindi confermato l’impegno di Aprilia in questa classe. Se dunque anche la MotoGP dovesse trasformarsi in una sorta di Moto1, l’Aprilia potrebbe valutare anche un ritorno nella top class.Tuttavia, restano forti dubbi sull’opportunità di inserire nella griglia di partenza, accanto alle super performanti Honda, Yamaha e Ducati, moto ibride realizzate con motori convenzionali e telai identici l’una all’altra. In primo luogo, il rischio è di screditare agli occhi degli appassionati l’attuale MotoGP, che di certo vedrebbe abbassarsi il livello medio di competizione. In secondo luogo, si verrebbe a creare una scomoda sovrapposizione tra la MotoGP e la Superbike, differenziate finora proprio dal fatto che nella seconda corrono moto da strada e non prototipi.Infine, è tutto da dimostrare che le case produttrici maggiori permettano l’utilizzo dei loro motori da strada. Infatti la Honda, ad esempio, quest’anno fornisce il motore (prototipo) ad altre sei moto. Se accettasse l’ingresso in gara dei motori da strada, rischierebbe di perdere qualche cliente: infatti, per un piccolo team sarebbe naturale la scelta di equipaggiarsi di un motore meno performante ma estremamente più economico.

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