Abaxbank (gruppo Credem): 91 esuberi. Giovedì presidio


REGGIO EMILIA, 29 APR. 2009 – Domani, giovedì 30 aprile, in occasione dell’assemblea dei soci del Gruppo Credito Emiliano è previsto un presidio dei lavoratori di Abaxbank (banca controllata da Credem). L’iniziativa è alle ore 17.00, in via Emilia San Pietro 4 a Reggio Emilia.In proposito il sindacato FISAC CGIL ha emesso questa nota:“La milanese Abaxbank, fabbrica prodotto del Gruppo Credito Emiliano, è numero due tra gli specialisti del mercato delle opzioni Isoalfa in Borsa italiana, leader da anni nel nostro paese per i prodotti a capitale garantito ed è sempre stata caratterizzata da forte capacità di innovazione finanziaria.Il 30 marzo scorso il CdA della banca, che esprime quali consiglieri il top management del Gruppo Credem, ha deliberato una fortissima riduzione del personale, pari ai tre quarti dell’organico (91 esuberi su 126, dirigenti a parte).La stessa banca ha anche licenziato alcuni dirigenti nonostante l’avvio della trattativa sindacale.Non esiste alcun precedente simile in un Istituto di credito italiano.Tale riduzione del personale rischia di avvilire anche le pur basilari funzioni bancarie.Il piano industriale presentato sinora dalla banca, infatti, sembra essere lacunoso in molti punti: non comprendiamo come possano essere adeguatamente svolti i presidi informativi e la gestione dei rischi finanziari; temiamo gravi inefficienze in alcune aree di business.Oltre a questo, languono le trattative sindacali volte alla ricollocazione dei restanti lavoratori di Abaxbank all’interno del Gruppo.Grandi professionalità che Credem, ad oggi, non mostra con decisione di voler trattenere.I lavoratori e, con loro, la FISAC CGIL, esprimono ansia ed in parte anche stupore: un Gruppo che si vanta di aver risollevato le sorti di molti altri istituti acquisendoli, sembra non voler rimediare ai propri errori.Il prossimo 7 maggio si terrà un nuovo incontro di trattativa sindacale: vedremo se la calma forza dei lavoratori e dei loro rappresentanti rimarrà tale o se si renderanno necessarie iniziative di pressione sindacale lontane dalla tradizione del settore bancario”.

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