AAA candidato sindaco di Bologna cercasi


BOLOGNA 28 OTT. 2010 – La confusione è grande sotto le due torri. Col ritiro dalle primarie di Maurizio Cevenini, il "Mr preferenze" (quasi 20 mila alle scorse regionali) che avrebbe potuto riportare alla riscossa il Pd bolognese dopo la caduta di Delbono, c’è da ricominciare tutto da capo. Ed è di nuovo caccia a un leader. Per darsi il tempo di trovarlo il Pd fa slittare la data delle consultazioni al 23 gennaio 2011, e al 10 dicembre la scadenza della raccolta firme per presentare candidati. Sulla lista di persone che appariranno nelle schede destinate a militanti e simpatizzanti di centro sinistra è un totonomi continuo. Di certo non ci sarà Romano Prodi, che tirato nuovamente in ballo, ha ribadito il suo ritiro dalla politica. Ci potrebbe finire invece il nome del consigliere provinciale Virginio Merola, ex assessore della giunta Cofferati e sconfitto nelle ultime primarie da Delbono. "Posso essere il candidato unico di tutto il partito", ha fatto sapere Merola. Ma stesso ruolo di primadonna vorrebbe ricoprirlo l’attuale vicepresidente della Provincia Giacomo Venturi, che sulla sua disponibilità ha così commentato "Se si candidano altri, io mi ritiro".Tra quegli "altri" pronti a presentarsi c’è Andrea De Maria, ex segretario provinciale, che lascerebbe volentieri il suo nuovo ruolo nella direzione nazionale del Pd per tornare a Bologna, anche se i bolognesi non sembrano molto convinti a riprenderselo. A sintetizzare lo stato delle cose ci pensa una frase dell’ex consigliere regionale Luigi Mariucci: "molti polli cominciano a starnazzare". Traduzione: le correnti, o fazioni, di partito sono in gran fermento per cercare di far prevalere ognuna il proprio gallo. Di programmi, infatti, non se ne sente parlare. Il grosso del dibattito sta concentrato sul seguente quesito: meglio un candidato preso dal serraglio politico o uno raccolto dal pascolo della società civile? I "poteri forti" bolognesi (Legacoop e industriali), vorrebbero un politico, mentre i cittadini potrebbero di gran lunga preferire un personaggio più lontano dai partiti. Come Andrea Segré, preside di Agraria e inventore di Last minute market, un progetto che da anni risolve il problema dello spreco dei generi alimentari.Segré si fa un po’ corteggiare, ancora non si sa se sarà della partita. Forfait hanno invece già dato altri due possibili candidati esterni come Lorenzo Sassoli De Bianchi, presidente di Valsoia e del Mambo (il museo d’arte moderna di Bologna) e Marco Cammelli, presidente della Fondazione del Monte nonché docente universitario di diritto amministrativo. A metà strada tra politico e esponente di estrazione del mondo imprenditoriale c’è Gian Carlo Sangalli, che prima di fare il deputato del Pd è stato a Bologna al vertice della Camera di Commercio e presidente dell’aeroporto e a Roma segretario nazionale di Cna. Tra tanti nomi, da sottolineare, ancora una volta, l’assenza di donne. Tant’è che se si chiede il parere di alcune signore a passeggio per il centro, ci si sente rispondere che a loro andrebbe bene affidare un mandato ad Anna Maria Cancellieri, attuale commissario della città. In realtà una donna disponibile a candidarsi ci sarebbe. E’ Amelia Frascaroli, ex dirigente della Caritas e già presente alle scorse primarie per la poltrona di sindaco. E’ lei a chiedere a chi si è fatto avanti di non pretendere "a tutti i costi un’ipoteca sull’unicità della propria candidatura". Vale a dire: perché il Pd non presenta più di un nome? Frascaroli è senza tessera, dice di avere "un’altra idea di politica", ha dalla sua il favore di Sinistra e libertà, così come dei prodiani. Ma quest’ultimo apporto non sempre è una garanzia, vedi alla voce Cofferati e Delbono.

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