A Roma la protesta dei lavoratori Fiat


7 LUG 2009 – In concomitanza con il “tavolo Fiat”, l’incontro fissato al ministero dello Sviluppo Economico che affronterà anche la decisione di chiudere tra due anni la Cnh di Imola, i lavoratori degli stabilimenti Fiat di Termini Imerese, Pomigliano e Imola manifesteranno domani pomeriggio a Roma in piazza Barberini. I manifestanti non potranno però raggiungere la sede del ministero per motivi di ordine pubblico legati al G8. La Fiat ha annunciato di recente l’intenzione di chiudere lo stabilimento Cnh di Imola, mentre per la fabbrica di Termini Imerese è prevista la riconversione della produzione. Nei giorni scorsi, il Consiglio comunale di Imola ha varato un appello bipartisan a tutte le istituzioni locali, regionali e nazionali, in cui chiede di "verificare le condizioni e le soluzioni affinché Fiat venga richiamata alle sue responsabilità nei confronti dei lavoratori della Cnh" (454 più una cinquantina della fornitrice di cabine Cab Plus). Maggioranza e opposizione si sono poi impegnate ad affrontare in una seduta straordinaria gli effetti della crisi economica nell’imolese, coinvolgendo le organizzazioni sindacali e delle imprese e i lavoratori delle aziende in maggiore difficoltà. L’impegno è anche per "monitorare e riferire ogni novità significativa legata all’annunciata chiusura della Cnh di Imola".Se non ci saranno "risposte positive per il futuro del sito produttivo" – si legge in una nota congiunta dei tre sindacati dei metalmeccanici Cgil Cisl Uil – potrebbe scattare "una iniziativa nazionale sul territorio imolese". Fin dall’annuncio delle intenzioni della Fiat, i lavoratori hanno organizzato un presidio davanti ai cancelli dell’azienda durato 13 giorni. Secondo i sindacati, però, ora il futuro della Cnh e dei suoi dipendenti "deve essere collocata in un contesto più generale quale il gruppo Fiat rappresenta, con l’intento esplicito di intervenire sulle linee guida del piano industriale, ma escludendo ogni ipotesi di chiusure di stabilimenti".

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