A rischio estinzione il maiale italiano


BOLOGNA, 15 APR. 2009 – "Per tutelare l’autentico maiale italiano, occorre mettere il consumatore in grado di riconoscerlo con l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza della carne". E’ quanto sostiene Coldiretti Emilia Romagna alla vigilia della rassegna suinicola intenazionale che prenderà il via domani a Reggio Emilia. "Mentre scende in campo la nazionale italiana, con l’allenatore Marcello Lippi, nella campagna di comunicazione promossa dal ministero per lo Sviluppo Economico contro i falsi che minacciano il made in Italy, in Italia – sostiene Coldiretti – rischiano di sparire gli allevamenti di maiali che producono prodotti di fama mondiale come il prosciutto di Parma, i salumi Dop, e la mortadella". Sugli scaffali dei negozi italiani – ricorda Coldiretti – ben due prosciutti su tre provengano da maiali allevati in Olanda, Danimarca, Francia, Germania e Spagna, senza che questo venga chiaramente indicato in etichetta. Secondo Coldiretti, "mentre il prezzo al consumo è in costante aumento, i prezzi pagati agli allevatori sono in continuo ribasso e non ripagano i costi di produzione". Secondo i dati dell’organizzazione agricola, in media all’allevatore la carne di maiale viene pagata un euro scarso al chilo, mentre il consumatore spende 7 euro al chilo per la braciola e oltre 24 euro per il prosciutto. "E’ una situazione che danneggia – scrive Coldiretti – sia i consumatori sia gli allevatori italiani, che sempre più spesso chiudono le loro imprese. Nella sola Emilia Romagna, nel 2001 operavano 1.311 allevamenti di maiali, calati oggi a meno di mille. C’é il rischio concreto di estinzione degli allevamenti italiani e con essi dei prodotti di qualità che ne derivano".

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