“A rimetterci è il vero biologico”


BOLOGNA, 6 DIC. 2011 – Noi le prime vittime del falso bio. E’ questa la sintesi dell’intervento di un’ente che dal 1988 è sinonimo di biologico. Stiamo parlando di Ccpb, organismo di controllo e certificazione con sede a Bologna, che attraverso una nota è intervenuto sul caso della maxi frode portata alla luce dalla fiamme gialle scaligere. "Come Ccpb – spiega l’amministratore delegato Fabrizio Piva – abbiamo in questi ultimi mesi collaborato con gli organi di vigilanza per smascherare queste truffe che, per sete di facile denaro, rischiano di compromettere il lavoro e l’impegno di aziende serie che hanno fatto del biologico un’eccellenza italiana invidiata in tutto il mondo". A nome dell’ente di certificazione, Piva sottolinea come il vero biologico italiano sia la prima vittima di questo sistema delinquenziale e rischi di mettere a repentaglio l’immagine di un settore che in tempi di crisi continua a crescere rappresentando un’ancora di salvataggio per l’industria agroalimentare italiana. "Il sistema di controllo e certificazione – conclude Piva – ha dimostrato anche in questo caso di essere in grado di espellere i soggetti che operano contro la legge".

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