A Ravenna Irpef ‘sociale’, e più Imu sui campi


Riduzione dei costi della politica e della macchina comunale (ma si è già al limite); niente aumento Tasi all’8 per mille ma aliquota al 2,5 solo a carico dei proprietari; revisione dell’addizionale Irpef (chi ha più reddito si prepari a pagare di più); più Imu per i terreni agricoli e per i produttori di energia non rinnovabile (ad esempio la centrale Eni); niente mini-Imu a carico dei cittadini, come promesso, in realtà però solo se il governo stabilirà una tassa una tantum sul gioco d’azzardo. E poi meno debito comunale, tariffe dei servizi invariate, contributi alla cultura confermati (attorno ai 4,5 milioni di euro compresa Ravenna 2019, che in questa fase beneficia più dei fondi di enti e soggetti terzi), 1,74 milioni di euro anti-crisi a bilancio. Meno investimenti: nel piano dei lavori pubblici ci sono solo 17 milioni (grazie ad oneri finanziari e plusvalenze, da monitorare) contro la cinquantina di sette anni fa. Le novità sono state illustrate oggi dal sindaco Fabrizio Matteucci e dall’assessore al Bilancio Valentina Morigi, prima a categorie-sindacati e poi alla stampa, in vista del voto il 14 aprile in Consiglio comunale (presentazione il 13 marzo). Il sindaco ha ricordato che si parte da un contesto in cui il numero dei dirigenti in municipio è calato del 40% e i costi della politica in media del 70%, “ma sotto una certa soglia non si può andare: abbiamo oltre 50 milioni di euro bloccati dal patto di stabilità di cui 20 di progetti cantierabili domani mattina, il premier Matteo Renzi ha detto stamattina di volerlo sbloccare quindi bene ma aspettiamo i fatti”.

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