A proposito dell’istituto Matilde di Canossa


14 APR. 2010 – A proposito della Matilde di Canossa:Caro prof. Fornaciari, lei è sospeso con l’obbligo di frequenza. 28 giorni di sospensione da scuola per uno studente, 22 giorni per una studentessa. E poi, a seguire, una decina di altre sospensioni che vanno dai cinque ai dieci giorni. E’ la decisione dei consigli di istituto e di classe della scuola superiore Matilde di Canossa che fa discutere in città. Il regolamento d’istituto prevede al punto e) la sospensione fino a 15 giorni per “violenza intenzionale, offese gravi alla dignità della persona, uso o spaccio di sostanze psicotrope, molestie anche di carattere sessuale”. A questi due ragazzi invece è stata inflitta una pena che è il doppio del massimo. Cosa hanno fatto di così terribile? Preparavano un colpo di stato? Hanno ucciso qualcuno? Assolutamente no. Hanno fatto una cosa che a scuola si fa da quando hanno inventato la scuola: hanno occupato l’istituto per qualche ora, il 18 marzo. Erano una cinquantina, una netta minoranza, e probabilmente non avevano neppure le idee chiare sui motivi della occupazione. Ma detto questo, dove sta il senso, la proporzione, il più piccolo barlume di valore educativo di un provvedimento che prevede un mese di sospensione da scuola? Quei ragazzi ci hanno messo la loro faccia e si sono presi le loro responsabilità, probabilmente con più coraggio dei dirigenti scolastici che non parlano in prima persona per paura di provvedimenti disciplinari. A loro invece, agli studenti, i dirigenti e gli insegnanti mostrano i muscoli, infliggono una lezione esemplare da tam tam mediatico, fanno vedere quanto siano intransigenti e severi di fronte a chi sgarra e non rispetta le regole. Naturalmente le loro regole, che interpretano a loro modo, mentre la regola della pena commisurata al reato se la dimenticano. Caro dirigente scolastico Giuliano Fornaciari, si dice che lei sia tra i dirigenti più illuminati e aperti della scuola reggiana, ma questi non sono titoli che si conquistano una volta per sempre. Persino il carcere, quando spetta ai criminali, è una pena che in teoria dovrebbe avere valore rieducativo. Figuriamoci a scuola. A lei che è illuminato allora io chiedo cosa ci sia di rieducativo nel dare 28 giorni di sospensione ad un ragazzo. Cosa capirà mai, quel ragazzo, di fronte ad una tale mazzata, dopo essere finito alla gogna come il peggiore dei furfanti; e con che spirito tornerà a scuola, se non con la schiena piegata di chi è stato bastonato o con la voglia di vendetta e di rivalsa? E‘ questa la scuola illuminata e aperta che lei immagina e dirige?Trovo piuttosto ipocrita e comodo nascondersi dietro la decisione collegiale; giustificarsi dicendo “Abbiamo ottemperato ad un preciso dovere educativo”; autoassolversi sostenendo “Nessuno è stato mosso da cieca volontà di chiusura repressiva”. I giudizi sul valore della vostra azione, almeno, spettano agli altri e non a voi. Per me è semplicemente una delle più brutte pagine scritte nella scuola reggiana da quando io la conosco. E di conseguenza vi sospendo per tre giorni (solo tre) con l’obbligo di frequenza.

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