A Parma il City of Gastronomy


Diventata città Unesco della gastronomia Parma – patria del prosciutto e del Parmigiano reggiano – punta sul cibo per dare slancio a turismo ed economia. Per questo, è stata creata una cabina di regia – presentata oggi a Milano – di cui fanno parte, oltre al Comune, consorzi, aziende importanti e non solo: Alma – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana, Barilla, Consorzio per la tutela dei vini DOP ‘Colli di Parma’, il consorzio per la tutela del Culatello di Zibello, il Consorzio del Parmigiano Reggiano, quello del Prosciutto di Parma, Coppini Arte Olearia, Fondazione UNESCO, Mutti, Parma Alimentare, ‘Parma, io ci sto!’, Parma Quality Restaurants, Parmalat, Rodolfi. Fra i primi atti in programma c’è il City of Gastronomy festival, una kermesse, in programma il 2 e 3 giugno con eventi nel centro della città e ospiti speciali una decina di città dell’UNESCO Creative City of Gastronomy, a cui si aggiungono Alba, l’altra Città Creativa UNESCO della Gastronomia in Italia, Asiago, Bourg-en-Bresse, Épernay. “Le presenze turistiche – ha spiegato il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, ricordando che Dop e Igp a Parma hanno un fatturato di 1,5 mld di euro – sono aumentate del 26% negli ultimi 5 anni e puntiamo ad arrivare, da 700.000 presenze, a 1 milione: l’ambizione non è quella di ‘massificare’ ma proporre un modello vincente fedele alla cultura di un territori”.

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