A Mundus è il turno di Uri Caine, l’alchimista dei suoni


REGGIO EMILIA, 21 LUG. 2009 – Prosegue con successo la rassegna musicale Mundus, organizzata dalla Provincia di Reggio Emilia e da Ater, l’Associazione Teatri Emilia-Romagna, a Villa Spalletti di San Donnino di Casalgrande, che ospita il Casalgrande Jazz Festival. Il prossimo appuntamento è mercoledì 22 luglio alle ore 21.30 con Uri Caine. L’ingresso costa 10 euro. Il concerto segue il riuscitissimo incontro di cui hanno prova ieri sera il trombettista Fabrizio Bosso e il fisarmonicista e pianista Antonello SalisCaotico quanto geniale alchimista di suoni diversi, quali musica ebraica, classica ed elettronica, Uri Caine (www.uricaine.com) è un artista imprevedibile che stupisce ed emoziona il pubblico in ogni sua esibizione, riprendendo dal passato prossimo i grandi classici del jazz, o avvicinandosi addirittura alle musiche classiche di Gustav Mahler, Richard Wagner, Robert Schumann e J.S.Bach, e rivestendoli con una nuova forma, come solo i grandi eclettici del jazz sanno fare. Il pianista nato a Philadelphia torna in Emilia attraverso un progetto dall’atmosfera più intima e personale, con Solitaire, dialogando con gli ottantotto tasti del pianoforte per farne sgorgare una musica senza confini, senza abbandonare i suoi citazionismi in un piano-solo ispirato e coinvolgente. Trasferitosi a New York, Caine entra a fare parte della scena jazzistica della città nella seconda metà degli anni Novanta, con un percorso di "rilettura" di autori classici per l’etichetta Winter & Winter, che lo porta all’attenzione del pubblico e della critica internazionale. L’eclettico Caine è collaboratore di artisti quali Dave Douglas, Arto Lindsay, Sam Rivers, Rashied Alì, Bobby Watson, e soprattutto Don Byron con il quale condivide lo studio per i repertori classici della musica ebraica. Nel 2003 Uri Caine è direttore di una trionfale edizione del settore musica della Biennale di Venezia dove debutta la sua The Othello Syndrome e si esibiscono decine di straordinari musicisti newyorkesi. Uri Caine ha inoltre preso parte a progetti di teatro: dall’incontro con Marco Paolini è scaturita una grande amicizia e una stretta collaborazione, sfociata nella “Marcia”, con la quale Uri Caine entra nel “Sergente” di Marco Paolini. A sua volta, nei panni di Iago, Paolini fa parte alla registrazione dell’Othello Syndrome del 2008. All’insegna dell’azzardo, in inglese “Stunt”, è stata invece l’esibizione di ieri di Fabrizio Bosso e Antonello Salis: un singolare abbinamento tra due artisti jazz esuberanti dalle sensibilità diverse per un risultato sorprendente. Sensazionale anche la risposta del pubblico a questa proposta della rassegna musicale reggiana. I seicento posti a sedere erano tutti occupati già prima dell’inizio dell’esibizione, mentre un centinaio di persone si sono sistemate negli spazi della Villa, sedute o in piedi, per ascoltare i due artisti. Villa Spalletti è  stata una location di grande impatto visivo e scenografico per la performance dei due jazzisti. Il tastierista sardo Antonello Salis, in particolare, ha apprezzato il calore del pubblico dichiarando: “vorrei conservare a lungo le sensazioni che mi sono derivate da questa atmosfera così calorosa e da spettatori così entusiasti e speciali, quasi non vorrei proseguire il mio viaggio di tournée”.  Questo eccellente duetto si è misurato, nel corso della serata, con alcuni brani autografi, con nuove composizioni che sconfinano in libere improvvisazioni, e pagine dalle più disparate origini del jazz, per una sintesi piacevolissima tra le caratteristiche di due virtuosi scintillanti che si sono confrontati in un dialogo imprevedibile. 

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