A. Merloni, in corteo per una certezza di futuro


FABRIANO (AN), 17 DIC. 2009 – In marcia sotto la neve, per chiedere che non vengano persi centinaia di posti di lavoro. E’ partita a Fabriano (Ancona) sotto una fitta nevicata il corteo dei lavoratori della Antonio Merloni, il gruppo elettrodomestico in amministrazione straordinaria dall’ottobre 2008 e con 3.200 addetti in cassa integrazione da un anno. Una mobilitazione che è stata indetta da Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil in collaborazione con Cgil, Cisl e Uil Marche per provvedere alla grave situazione dell’azienda. Tra le delegazioni di lavoratori anche quella reggiana della Tecnogas di Gualtieri, una delle fabbriche del gruppo. Ciò che vogliono i sindacati è sapere con certezza che la procedura di amministrazione straordinaria andrà avanti e che saranno presi provvedimenti rapidi, da parte delle istituzioni, riguardo al sostegno dei salari e alle alternative occupazionali. Alla manifestazione erano presenti i tre segretari generali di Cgil, Cisl, e Uil.“La difesa del lavoro è la nostra priorità. Per questo è indispensabile che entro gennaio venga approvato definitivamente l’Accordo di programma per dare sicurezza ai lavoratori e alle loro famiglie e creare nuove prospettive di sviluppo per il territorio”, ha detto il presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca, intervenendo alla manifestazione. “Obiettivo imprescindibile – ha proseguito Spacca – è quello di impegnare il Governo nazionale alla definizione di un pacchetto di interventi di sostegno che contenga incentivi per la tutela dei lavoratori e il rilancio di nuove opportunità occupazionali, per agevolare investitori che possano garantire l’acquisto di asset produttivi del Gruppo e il riavvio delle attività, l’attivazione di misure di riconversione produttiva soprattutto utilizzando i benefici della legge 181 e una serie di provvedimenti a favore delle Pmi dell’indotto”.Anche il segretario della Gil Guglielmo Epifani, ha sottolineato la necessità di un “intervento pubblico più deciso”. Secondo Epifani è questo l’unico modo per salvare i posti di lavoro del gruppo elettrodomestico Antonio Merloni. “La cosa più urgente – ha detto Epifani, che stamani a Fabriano partecipa a una manifestazione unitaria dei sindacati – è che continuino gli ammortizzatori sociali. Ma servono strumenti, risorse e un piano industriale. Il problema è trovare imprenditori disposti a intervenire. Bisogna favorire questa ricerca”. Per Epifani “se non si muove il pubblico è difficile trovare una soluzione e invece una soluzione va trovata”.Commentando gli ultimi dati Istat sull’occupazione, Guglielmo Epifani non ha accennato a scenari positivi riguardo al 2010. “La disoccupazione è un problema che ormai investe tutta l’Italia. Lo dimostrano i 508 mila posti di lavoro persi nell’ultimo trimestre, pari al 2% di disoccupati in più. E la tendenza non sarà diversa nei prossimi 12-13 mesi. Lo dico – ha aggiunto rivolto ai circa 3.200 lavoratori cassintegrati della Merloni Antonio Spa – non perché dobbiamo rassegnarci, ma per sapere che la vostra battaglia va condotta con un fronte ampio, in modo più forte: e nella battaglia per la difesa dei posti di lavoro non ci può essere divisione che tenga”.Nel caso della A. Merloni servono “soluzioni industriali, la cosa più difficile ma più necessaria. Al Governo dobbiamo chiedere idee e risorse che aiutino a trovarle. Abbiamo bisogno di imprenditori disposti a rischiare – ha sottolineato Epifani – sapendo però che oggi, con lo scudo fiscale, è più facile portare i soldi all’estero che investire nelle risorse del Paese”. “Ma non possiamo immaginare di uscire dalla crisi senza portarci dietro la capacità dei nostri lavoratori”.

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