A Londra l’inno alla musica di Ligabue


LONDRA, 26 MAG. 2009 – "E’ pericoloso che la musica abbia questa sensazione di sfiga su di sé, quasi non conti nulla, quasi sia una cosa scontata; ho paura che diventi un sottofondo. Ma la musica deve invece contare, deve dire la sua": parola di Luciano Ligabue, all’incontro con i fan all’Istituto di cultura italiano di Londra. E ieri sera, davanti a quasi 2.000 spettatori – oltre la metà venuti dall’Italia – ha mostrato al Forum di Kentish Town che la sua musica conta eccome, per tanta gente, ed è capace, sera dopo sera, di infiammare gli animi. "Sento il peso della responsabilità per tutto questo amore – ha detto Luciano ai ragazzi in visibilio – Voglio dire, voi vi siete comprati biglietto, volo, soggiorno. Non è poco, in tempo di crisi. Ecco perché tento sempre di dare il meglio". Lo show londinese ha mostrato il rocker emiliano in ottima forma, un anno dopo il primo concerto londinese al Koko, club poco distante, a Camden. Nel 2008 la nuova band era in rodaggio, ma regalò un’eccellente performance da spazio piccolo. Ieri, i musicisti di Luciano erano perfettamente oliati, e hanno ruggito con un sound da stadio, con effetti dirompenti. Il Liga ha aperto con chitarra acustica ed armonica, con Sogni di rocn’n’roll, ma ben presto la temperatura si è alzata, e la platea tutta italiana ha cantato a squarciagola l’interminabile serie di brani ormai classici del rock italiano: Piccola stella senza cielo, Happy hour, Urlando contro il cielo, e naturalmente l’immancabile Certe notti. Le chitarre di Federico Poggipollini e Nicolò Bossini si incrociano taglienti, in qualche passaggio fanno omaggi sonori agli U2, in altri a Springsteen. Ligabue, intanto, assorbe l’amore sconfinato dei fan, che ha eguali con ben pochi artisti in Italia, e regala versioni devastanti di Vivo o morto o X, Libera nos a malo, Balliamo sul mondo. Nel Forum c’é un caldo umido soffocante, ma la folla – i fan appartengono ormai a almeno due generazioni di appassionati, dai 40enni ai 18enni – si abbraccia estasiata, suona chitarre immaginarie, accende persino proibitissimi accendini durante Certe notti. Alla fine é un trionfo, con questa moltitudine di italiani stanchi ma esaltati che sciama per le strade semideserte di Kentish Town, in caccia di kebab o pizza. Ligabue prosegue ora il suo mini tour europeo con Amsterdam e Parigi.

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