A grande richiesta, ecco l’inceneritore


REGGIO EMILIA, 11 MAR. 2009 – La giunta provinciale di Reggio Emilia, con voto unanime, dice sì alla delibera in materia di smaltimento dei rifiuti. A favore hanno votato anche gli assessori dell’Italia dei Valori, Giuliano Spaggiari, e di Rifondazione Comunista, Gianluca Ferrari che, in un primo momento, si erano dichiarati contrari alla costruzione di un nuovo inceneritore. Ma la delibera approvata prevede proprio la “delocalizzazione dell’impianto di Cavazzoli”. Ovvero, quello lo si chiude, ma se ne apre un altro da un’altra parte. Sarà la multiutility Enia a doversi occupare dell’individuazione del sito su cui sorgerà il nuovo ineceneritore."Tale impianto – si legge nella delibera di Giunta – sarà dedicato allo smaltimento dei rifiuti residui a scala provinciale rimanenti dal ciclo del trattamento, compreso il TMB (trattamento meccanico biologico), in modo tale che siano tutelati la salute, l’impatto ambientale e l’economicità. In tale contesto, di progressiva attuazione, si potranno valutare ulteriori opportunità e sinergie in ambito regionale, dalle quali emerga eventualmente anche la possibilità di dimensionamento e la definitiva localizzazione dell’impianto di recupero energetico".Il trattamento meccanico biologico (TMB) è una tecnologia di trattamento a freddo dei rifiuti indifferenziati (e/o avanzati dalla raccolta differenziata) che sfrutta, grazie ad appositi macchinari, l’abbinamento di processi meccanici a processi biologici quali la digestione anaerobica e il compostaggio. La delibera della Giunta ha deciso che Enia debba dare corso “immediatamente” alla realizzazione di un impianto che utilizzi tale tecnologia. L’ammontare delle quantità di rifiuti che dovranno smaltire i due impianti, quello di incenerimento e quello meccanico biologico, ancora non si conoscono nei dettagli. Verranno definite, dice la delibera, “da ulteriori aggiornamenti tecnico economici”.La Giunta ha approvato, inoltre, la destinazione di 2 milioni di euro, già nel corso del 2009, sul fronte della gestione della spazzatura. Risorse che serviranno, come si legge nel comunicato della Provincia, “per ridurre le tariffe – aiutando in questo modo le famiglie in questo periodo di crisi – nonché la produzione dei rifiuti, incrementandone il riuso ed il riciclo anche attraverso un potenziamento della raccolta differenziata.”Comunisti vendutiIl comportamento “allineato” tenuto ieri in giunta dall’assessore provinciale di Rifondazione Comunista, Gianluca Ferrari, non è andato giù all’ex collega di partito Matteo Sassi, consigliere comunale ora iscritto nel gruppo de “La Sinistra”. In una nota Sassi ha definito la posizione assunta dal Prc in Provincia una dimostrazione di “completa subalternità politica e culturale di ciò che resta di quel partito nei confronti delle componenti più conservatrici del PD”.“Si è compiuta un’operazione-verità – continua Sassi – che smaschera le finalità arrivistiche e personalistiche di coloro che all’ultimo Congresso hanno sostenuto la linea dell’ortodossia comunista e della purezza identitaria. Il PRC, per chi lo rappresenta e governa oggi, è solo un marchio da spendere nel mercato elettorale locale; questa è l’unica e vera motivazione dell’attaccamento al dato simbolico.”

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