A giudizio cinque poliziotti di Bologna: false accuse a un gruppo di nomadi


BOLOGNA, 21 LUG 2009 – La Procura di Bologna ha chiesto il rinvio a giudizio per cinque poliziotti a conclusione delle indagini sulla zuffa con alcuni nomadi scoppiata davanti a una sexy discoteca di Casalecchio di Reno, nel Bolognese, nella notte tra il 7 e l’8 ottobre 2008. Vennero arrestati, secondo l’accusa illegalmente, tre nomadi accusati di rapina. Il Pm Antonello Gustapane ha accusato i cinque poliziotti del VII reparto mobile di Bologna di arresto illegale, calunnia, falso ideologico. In quattro sono poi accusati anche d’abuso di ufficio. Di rissa sono accusati due nomadi e quattro dei cinque poliziotti. Uno dei poliziotti, un assistente, è accusato anche di aver picchiato i tre nomadi nei locali della questura, dopo che li aveva arrestati: uno venne colpito con schiaffi e un violento pugno alla tempia perché si era rifiutato di firmare un verbale, un secondo venne ripetutamente colpito con pugni, il terzo colpito ripetutamente con schiaffi e un violento pugno alla tempia. La rissa scoppiò dopo una festa organizzata dal VII reparto Mobile a scopo benefico. A fine serata, uno dei partecipanti alla cena – raccontarono i poliziotti – uscì per caricare in macchina alcune attrezzature e fu aggredito per una rapina nel parcheggio. Dopo – sempre in base al rapporto di allora – intervennero alcuni colleghi e, dopo una violenta colluttazione, arrestarono tre nomadi. Ma un filmato registrato da una telecamera di sicurezza di una tabaccheria vicina, acquisita dal pm Gustapane, mostrò che non c’era stata rapina.La zuffa, per la ricostruzione dell’accusa, scoppiò perché un poliziotto offese due nomadi. Poi "per l’abietto motivo di ritorsione per i colpi ricevuti" era scattato da parte dei poliziotti l’arresto illegale. I quattro poliziotti sono accusati di abuso d’ufficio perché, senza averne la delega dal pm, in due si erano prima fatti mostrare dai gestori della tabaccheria le immagini riprese dal sistema di videosorveglianza e poi in tre erano tornati per farsi consegnare dai tabaccai ("senza redigere alcun verbale di acquisizione e/o sequestro") un cd e un dvd con le immagini, omettendo di depositarli "senza ritardo" al pubblico ministero, e depositando poi il materiale alla sezione di pg della polizia (delegata alla indagini) solo il 17 ottobre, dopo aver saputo dell’indagine aperta dal pm. Quattro agenti durante le indagini erano anche finiti agli arresti domiciliari ma il Tribunale del riesame li aveva rimessi in libertà.

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