A Correggio Fresu è “a solo” con la sua tromba


CORREGGIO, 16 LUG. 2010 – C’è il rischio che gli diano del narcisista, visto che sono veramente pochi quelli che osano cimentarsi in un “a solo” di tromba. Ma Paolo Fresu va dritto per la sua strada e fa tappa a Correggio, dove lunedì 19 luglio sarà il protagonista di uno degli appuntamenti più attesi della quindicesima edizione di Mundus & noi, in programma alle 21.30 nel Cortile di Palazzo dei Principi. La rassegna organizzata da Ater – Associazione Teatrale Emilia Romagna e dalla Provincia di Reggio Emilia, con la collaborazione della Regione Emilia Romagna e di tutti i Comuni che ospitano gli eventi, presenta infatti a soli 5 euro questo concerto davvero imperdibile, in cui il musicista sardo suonerà tromba, flicorno, pocket trumpet e multi effetti con il solo accompagnamento di Fabrizio Dall’Oca (suono) e Vittorio Albani (basi).Quando l’Auditorium di Roma, nel gennaio del 2005, propose a Paolo Fresu di essere protagonista di un concerto solistico per tromba, le immediate risposte dell’artista sono state del genere: "… ma voi siete pazzi! Non si fanno queste cose! Ma mi volete morto?" … e via di questo passo. Lentamente convinto dalle possibilità offerte anche dall’elettronica, con la tipica “follia” che contraddistingue i creativi, decise poi di accettare l’offerta, mettendosi totalmente in gioco. Salvo poi tornare a dare del matto a chi – vista la scommessa – decise di colpo di proporre il progetto non in una sala studio o qualcosa del genere, ma addirittura nella sala Santa Cecilia (la principale dell’Auditorium della Musica), ovverosia la mega-sala da 3000 posti, usualmente riservata solo ai grandissimi nomi della musica contemporanea e alle produzioni più nobili e solenni, oltre che a quelle più popolari e di grande richiamo. Inutile raccontare come è andata a finire (l’articolo a tutta pagina di Repubblica negli Spettacoli nazionali, firmato da Gino Castaldo, lo racconta molto bene): un successo incredibile… forse quello che ha definitivamente posto il nome di Fresu, nell’olimpo della musica contemporanea.Oggi, "a solo" è diventato quel qualcosa di unico che può ben figurare nei progetti di un "grande" della musica moderna. Corredato dall’uso professionale dell’amplificazione di Fabrizio Dall’Oca, il progetto co-prodotto anche da Vittorio Albani, manager diFresu, è diventato una proposta di spettacolo tout court per grandi spazi teatrali che lo fanno vivere e rifulgere. Sessanta minuti di rara bellezza che incorporano in un irripetibile tutt’uno, la saggezza del suono e il calore dei colori e viceversa. Il racconto passa attraverso una sorta di piccolo compendio tascabile di storia della musica, attraversandone momenti salienti che trovano ovviamente nel jazz la propria matrice genetica costitutivo. I suoni pre-registrati delle sordine e delle trombe si incontrano con quelli live in un viaggio all’interno della storia e delle geografie passando dalla polifonia sarda al Viêtnam, dai suoni classici degli archi (reminiscenze di colonne sonore filmiche) a Miles Davis, dalla trance Gnawa alla poesia del suono continuo attraverso l’elettronica esaltando l’emozione e l’intimità.

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