A colpi di piadina


in collaborazione con Teleromagna8 LUG. 2009 – C’è un’arma assolutamente vincente e già pronta a disposizione dell’industria turistica cesenate e più in generale romagnola? Certo che c’è, ed è potentissima. Si tratta della gastronomia che utilizza i prodotti locali. Parola di Gianpiero Giordani, responsabile di Slow Food Cesena e, non a caso, dell’Associazione per la Valorizzazione della Piadina Romagnola di Cesena. Il capoluogo romagnolo da tempo si è avviato a sfruttare questo filone, che può essere d’oro se ben gestito, come dimostra il crescente successo del Festival del cibo di strada che, edizione dopo edizione, richiama sempre più presenze. Ma per Giordani occorre valorizzare al massimo le tantissime eccellenze gastronomiche locali che potrebbero rafforzare molto di più il potenziale di attrazione per il turista. Da qui la proposta di dire stop al cibo industriale nelle tante sagre e fiere organizzate nel cesenate e in Romagna per concentrarsi sui tesori mangerecci locali, piadina e tagliatelle fatte a mano in primis. Prodotti che tra l’altro, viene sottolineato, rischiano di scomparire, schiacciati e sostituiti dai surrogati industriali proposti dai colossi alimentari. Si potrebbe, da parte delle amministrazioni comunali, redigere un disciplinare che imponga, alle sagre e manifestazioni che accettano, di utilizzare solo prodotti nel rispetto delle tradizioni culinarie locali. A queste manifestazioni, e solo a queste, si potrebbero abbinare iniziative promozionali, e magari anche un marchio di riconoscibilità, tali da rappresentare un interessante e invogliante biglietto da visita per i sempre più numerosi turisti enogastronomici.

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