A Cavriago si può morire


CAVRIAGO (RE), 23 SET 2009 – Il gruppo di maggioranza in consiglio comunale (Pd più Italia dei valori e socialisti) ha presentato insieme alla lista civica di Rifondazione una mozione (per ora la sola in tutta la provincia di Reggio Emilia) per l’istituzione di un registro dei testamenti biologici gestito direttamente dall’anagrafe di Cavriago.Una proposta che vuole coprire il buco normativo rimasto sulle macerie dello scontro ideologico sul corpo di Eluana Englaro. Tra i sostenitori del progetto il segretario locale del Pd Mirko Tutino, che spiega come, nell’assenza di normative, il registro “impedità lunghe e penose battaglie legali per far valere la volontà dei cittadini in situazioni estreme”. Una proposta insomma di buon senso che cerca di superare le contrapposizioni cattoliche rimettendo al centro dell’attenzione la persona umana e il criterio di libera determinazione.Ognuno potrà quindi indicare i trattamenti medici che intende ricevere, fino a che punto insomma il medico si potrà spingere nel caso di incapacità di comunicazione (stato di incoscienza o diminuite capacità mentali) tra il paziente e il medico.Il Pd di Cavriago in una nota richiama la Costituzione: “Due articoli costituzionali sostengono questo diritto: l’articolo 13 che dichiara che la libertà personale è inviolabile e l’articolo 32 dove si legge che nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge e che la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.Un piccolo stimolo parte da Cavriago per indicare al Parlamento nazionale quale potrebbe essere la strada da percorrere sulla questione più delicata che l’Italia si sia trovata ad affrontare negli ultimi anni. Il segretario Pd Tutino è di area Bersani e, ricordiamo, il papà di Eluana, Beppino Englaro, appoggia Ignazio Marino. Un piccolo segnale quindi anche interno al Pd su come creare consenso su questioni controverse.Come sempre molto di basso livello ed ideologica la risposta dei cattolici, in questo caso dei “giuristi cattolici”: un ente pubblico, dichiarano ad un quotidiano locale, non può dare ufficialità ad aspirazioni personali.No comment.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet