A Castel Maggiore ci sono i “monumenti che parlano”


CASTEL MAGGIORE (BO), 11 GEN. 2010 – Si chiama "Monumenti che parlano" il progetto del Comune di Bologna grazie al quale i 200 abitanti di Castel Maggiore che sono morti nella prima guerra mondiale potranno rivivere sul web. A fianco della ricostruzione virtuale dell’ossario dei partigiani e del sacrario della Grande guerra alla Certosa di Bologna, sarà infatti possibile anche leggere le biografie e vedere le foto d’epoca dei protagonisti della storia del paese in provincia di di Bologna.Il merito è di Angelo Fanelli e Sanzio Campanini e del loro lavoro di ricerca e di confronto delle fonti. Lo studio che hanno realizzato é diventato anche un libro pubblicato da Le Grafiche Record. "Abbiamo analizzato tutte le visite di leva fatte a Castel Maggiore tra il 1875 e il 1899", hanno raccontato gli autori che hanno così riportato alla luce la vita di oltre 1.500 castelmaggioresi creando un database fatto di date, appunti e spostamenti di guerra. "Quasi tutti avevano una famiglia ed erano persone educate e di cultura", hanno continuato, sottolineando come "solo il 14% si dichiarasse analfabeta". Oltre 200 di loro non sono mai tornati (la città allora contava circa 5.000 abitanti), uccisi in guerra o nei campi di prigionia e finendo dimenticati anche dai loro cari: "Abbiamo mandato 50 lettere ai famigliari residenti in città, ma ci hanno risposto solo in sei", si è lamentato Fanelli aggiungendo che "anche alcuni enti civili e militari non ci hanno supportato". Il libro  – "Onore e memoria. Castel Maggiore e i suoi caduti della Grande Guerra 1915-1918" – sarà presentato domani sera dal sindaco Marco Monesi al teatro Biagi D’Antona.

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