A Banca Intesa il controllo di Monte Parma


PARMA, 16 OTT. 2010 – A spuntarla, alla fine, è stata Banca Intesa. Quatta quatta è riuscita a sfilare l’osso della Monte Parma da Banca Popolare di Milano e dalla Popolare di Vicenza. Sul piatto della Fondazione Monte Parma un’offerta ritenuta irrifiutabile: 159 euro per il 51% delle azioni dell’ultima banca locale rimasta a Parma. E nell’accordo figura anche un’ipotesi di acquisizione che potrebbe raggiungere il 79% della banca. "E’ stata una bella prova di efficienza", ha commentato l’amministratore delegato di Intesa, spiegando che l’operazione è stata portata in porto in soli tre giorni e in maniera impeccabile. Alla Fondazione Monte Parma, fino a ieri principale azionista, resterà circa un 18% di azioni. Gli altri soci di Monte Parma sono Fondazione di Piacenza e Vigevano (al 15%), Banca Sella Holding (9,8%), Cba Vita (3%) e Hdi Assicurazioni (3%). Nel patto di vendita c’è l’impegno, da parte della nuova controllante, di sottoscrivere un aumento di capitale da 75 milioni di euro. L’acquisto del 51% di Monte Parma figura come un intervento di salvataggio, richiesto con urgenza dalla vigilanza di Bankitalia. L’istituto infatti a fine giugno aveva registrato una perdita di 13 milioni di euro a fronte di una raccolta complessiva di 4,6 miliardi, impieghi per 2,7 miliardi e un patrimonio netto di 156 milioni di euro.Per Intesa è di indubbio valore il bottino messo in cassa. E’ la banca che conta più sportelli in Italia, e anni fa, in seguito alla cessione di Credit Agricole,era dovuta uscire dal territorio emiliano. Ora può tornare a crescere in un’area dove Monte di Parma, tra Parma, Piacenza e Reggio Emilia, conta 67 filiali.

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