“Incontro fumoso”, si riattiva l’agitazione


Un incontro “fumoso ed inconcludente”. Così, in una nota congiunta, i sindacati Ugl-Terziario, Uiltucs-Uil, Filcams-Cgil e Fisascat-Cisl, definiscono il faccia a faccia con i vertici del sito Amazon di Castelsangiovanni, avvenuto ieri nella sede di Confcommercio Piacenza, e convocato dopo lo sciopero del ‘Black Friday’ andato in scena lo scorso 24 novembre. Un incontro da cui, osservano, è emersa “nessuna risposta concreta. Nessun impegno sottoscritto. Nessuna apertura ad un confronto concretamente fattivo e non solo formalmente garbato”. tanto che “oggi stesso verrà riattivato lo stato di agitazione, temporaneamente sospeso, e domani 13 dicembre, nel corso di 5 assemblee programmate in Amazon saranno decise con i lavoratori le future azioni di lotta”. A sedere intorno a un tavolo, il general manager dello stabilimento di Castelsangiovanni, Salvatore Schembri Volpe, e il direttore del personale per l’Italia, Salvatore Iorio, oltre  Carlo Franzini, direttore Hr della struttura piacentina, già presente in occasione di precedenti incontri. (SEGUE). A giudizio delle organizzazioni sindacali, di fronte alle ribadite evidenze connesse alle condizioni di lavoro, “non è sufficiente l’iniziativa presa dall’azienda che ha istituito al suo interno dei ‘gruppi di studio’ ai quali sono invitati anche gli RSA, con cadenza settimanale, insieme ad altre funzioni aziendali”. Secondo i sindacati, ancora, “anche rispetto ad una redistribuzione dei profitti attraverso un sistema premiante l’azienda ha candidamente dichiarato che dal 2011 ha incamerato 800 milioni di euro di profitti, precisando che sono stati tutti reinvestiti per i nuovi siti con la creazione di nuovi posti di lavoro. Nessuna obiezione per l’accresciuta spinta imprenditoriale, che comporta anche una crescita patrimoniale per Amazon – viene osservato -: rimane il fatto che della cifra anzidetta ai lavoratori Amazon, che forse qualche merito pur avranno per i risultati raggiunti, non è stato riconosciuto nulla oltre i minimi contrattuali”. Quanto a un confronto “sull’integrativo aziendale per il quale è stata presentata la piattaforma da oltre un anno, Amazon ha ribadito il suo no, accompagnato da un ‘per il
momento’ che conferma solo il garbo degli interlocutori. Nella buona sostanza – concludono i sindacati – non vi è alcuna apertura”.

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