Ferrari, la F40 compie 30 anni


Negli Stati Uniti nascevano i Simpson e Beautiful, Reagan e Gorbachev si stringevano la mano dopo l’accordo sul nucleare e Bernardo Bertolucci vinceva nove Oscar con l’Ultimo Imperatore, mentre un altro prodigio italiano veniva mostrato al mondo nella piccola Maranello, entrando nella Storia. Era il 21 luglio del 1987, e mentre i Guns’n’Roses si presentavano al Mondo col loro primo leggendario album, Appetite for Destruction, il Cavallino Rampante presentava una delle automobili più rock di sempre: la F40. Un numero scolpito nella storia dell’automobilismo, accanto alla F di Ferrari che spegneva 40 candeline. Il velo veniva rimosso nell’allora Centro Civico di Maranello, che oggi ha ceduto il posto al Museo Ferrari dove la mostra “Under the Skin” l’ha riportata esattamente nel luogo in cui tutto ebbe inizio. Trent’anni dopo, la F40 resta un mito intramontabile: auto da corsa prestata alla strada, evoluzione della GTB e della 288 GTO, un prodigio di tecnica e il simbolo di un’epoca, con alcuni tratti distintivi inconfondibili: l’alettone, la presa d’aria a triangolo sulla portiera, i fari a scomparsa. Per non parlare del rumore. “Fu un salto stilistico, quasi uno shock” racconta Ermanno Bonfiglioli, allora responsabile dei progetti speciali, al sito ufficiale della Ferrari. Al momento del varo quasi nessuno aveva visto la F40, solo Enzo Ferrari e pochi stretti collaboratori: quello che emerse dal telo di copertura era un prodigio pieno di chicche, a partire dall’utilizzo del magnesio al posto dell’alluminio per tutta una serie di componenti. “Una vera Ferrari” la definì il Drake, coinvolto in prima persona per l’ultima volta e che confessò al designer Leonardo Fioravanti la voglia di stupire il mondo con la sua ultima automobile. E il risultato, assicura il test driver Dario Benuzzi, fu degno delle aspettative: “una vettura con pochi comfort e senza compromessi, potentissima e leggera, destinata a piloti più che abili”. A trent’anni dalla presentazione la F40 è ancora lì, dove fu svelata al mondo. Ed è più rock che mai.

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