Coldiretti E-R,un pacco riso su 4 è straniero ma non si vede


Gli oltre 35 milioni di chilogrammi di riso prodotti in Emilia-Romagna sono messi a rischio dai 244 milioni di kg di importazioni di riso, che nel 2016 hanno raggiunto il record storico, con aumenti del 346% degli arrivi dal Vietnam e del +34% dalla Thailandia. È quanto emerge dal Dossier #SosRisoItaliano, elaborato da Coldiretti su dati Istat dalla quale emerge che grandi quantità sono arrivate anche da India (34 milioni di chili), Pakistan (25 milioni di
chili) e Cambogia (17 milioni di chili). Un’invasione che ha scatenato la protesta dei risicoltori
dell’Emilia-Romagna, che insieme ai colleghi delle principali regioni di produzione hanno lasciato le risaie per un blitz davanti al Ministero delle Politiche agricole contro le
speculazioni e gli inganni che mettono a rischio il primato dell’Italia in Europa. “In Italia – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – un pacco di riso su quattro è straniero ma il
consumatore non lo può sapere e non è in grado di fare scelte di acquisto consapevoli per la mancanza dell’obbligo di indicare in etichetta la provenienza”. I prezzi del risone italiano da
dicembre – sottolinea Coldiretti E-R – hanno avuto un crollo del 33,4% mentre sugli scaffali dei supermercati sono rimasti pressoché stabili con un danno per i consumatori ed una perdita
per i produttori stimata in 115 milioni nell’ultimo anno. Il risone italiano viene pagato tra i 32 ed i 36 centesimi al chilo per l’Arborio e dai 33 ai 38 centesimi al chilo per il Carnaroli (“in pratica occorrono 3 chili di riso per acquistare un caffè”), mentre le varietà che arrivano dall’Asia vengono pagate ad un prezzo che è circa la metà di quanto costa produrle in Italia nel rispetto delle norme sulla sicurezza alimentare e ambientale e dei diritti dei lavoratori, secondo il Dossier Coldiretti. L’Italia – continua la Coldiretti – è ancora il primo produttore europeo di riso su un territorio di 237mila ettari coltivato da 4263 aziende, per una produzione di 1,58
miliardi di chili, con un ruolo ambientale insostituibile e opportunità occupazionali, ma la situazione sta precipitando e a rischio c’è il lavoro di oltre diecimila famiglie tra dipendenti
e imprenditori impegnati nell’intera filiera. In Emilia-Romagna il riso viene prodotto su oltre 8.000 ettari di terreno con un produzione superiore ai 350mila quintali per un valore di 14 milioni di euro, un dato inferiore di oltre un terzo alla produzione del 2015 (21,8 milioni), a
causa del crollo dei prezzi.

 

“Esprimiamo soddisfazione per i risultati ottenuti con la nostra mobilitazione sul riso che ha visto la presenza a Roma di tanti produttori dell’Emilia Romagna preoccupati per il loro lavoro. Gli impegni assunti dal ministro delle Politiche Agricole rispondono alle richieste avanzate con la nostra piattaforma e forniscono strumenti per guardare al futuro con ottimismo”. Così il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello, ha commentato lo storico ok all’indicazione di origine obbligatoria per il riso che pone finalmente fine all’inganno del falso Made in Italy con un pacco su quattro venduto in Italia che contiene prodotto straniero all’insaputa dei consumatori

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