Emilceramica è ufficialmente americana, siglato l’accordo


Ormai mancava solo l’ufficialità arrivata al termine di un’operazione avviata già da tempo con una due diligence chiacchierata fin dall’inizio dello scorso Cersaie. Emilceramica, una delle big del comprensorio, passa di mano, dalla famiglia Sassi al colosso americano della Mohawk attraverso la Marazzi. Oggi i tempi sono più maturi e il cambiamento sembra fare meno paura, anche alla luce dei recenti investimenti che gli americani hanno fatto sul gruppo di Fiorano. Tanto che anche il sindaco di Sassuolo Claudio Pistoni plaude all’acquisizione: “Una notizia attesa da tempo – dice – che offre nuove opportunità ad un’azienda importante per il territorio”. Le nuove sfide del mercato globale impongono grandi capitali e gli statunitensi hanno dimostrato di credere nel distretto ceramico. Fondata nel 1961, Emilceramica è attiva con i marchi Emilceramica, Provenza, Viva ed Ergon ed è presente in oltre 5.500 punti vendita di oltre 70 Paesi nel mondo, in particolare sul mercato nordamericano che presidia con 4 centri logistici. L’azienda conta circa 500 addetti e due stabilimenti produttivi in Italia e ha un fatturato di oltre 150 milioni di euro, realizzato per oltre il 90% all’estero. Restano invece fuori dall’accordo le attività in Ucraina, che restano invece in mano all’attuale proprietà. Il closing definitivo dell’operazione – spiega una nota – è previsto al rilascio del nullaosta da parte delle competenti autorità antitrust. Soddisfatti gli artefici dell’operazione: “Insieme alla capogruppo Mohawk – afferma Mauro Vandini amministratore delegato della Marazzi – abbiamo intrapreso tre anni fa un percorso di crescita e di rilevanti investimenti” con questa operazione il gruppo rafforza il proprio posizionamento e la capacità di innovazione sul prodotto ceramico.
“L’ingresso in un gruppo di dimensioni più grandi – spiega invece Sergio Sassi, amministratore delegato dell’Emilceramica – è certamente la scelta più opportuna per dare alla azienda un futuro di sviluppo”. Insomma un accordo, in cui non si precisano le cifre, ma che sembra aver accontentato entrambe le parti.

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