E-R, +7,3% export primi nove mesi del 2016


Cresce, nei primi nove mesi del 2016, l’export di prodotti agricoli emiliano-romagnoli, aumentato del 7,3% sull’anno precedente per un valore complessivo di circa 690 milioni di euro. E’ quanto emerge da una elaborazione del centro studi di Confagricoltura Emilia-Romagna secondo cui spiccano le società di capitale e quelle di persone, salite del 2,04% e dell’1,18% mentre cedono il passo le imprese individuali, calate dell’1,56%. Le imprese individuali sono passate da 48.624 del 2015 a 47.864 dei primi nove mesi del 2016, quelle di capitali sono passate da 1.178 a 1.202 e quelle di persone da 9.812 a 9.928. In totale le imprese agricole emiliano-romagnole sono calate dell’1% passando dalle 60.364 del 2015 a 59.759. Quanto all’occupazione – viene evidenziato – si registrano 10.000 addetti in più tra dipendenti e autonomi, mentre sul fronte dell’andamento dei prezzi all’origine viene stimato che, a fine anno, sarà mediamente in calo del 5-6% rispetto alla flessione media dei costi di produzione che non dovrebbe superare il 2-2,5%. Queste tendenze generali “si riflettono in una forte differenziazione tra le produzioni, con crolli del prezzo su base tendenziale annua (la crisi cerealicola e poi anche gli orticoli e le uova) a fronte di parziali recuperi su alcuni
comparti, che erano stati colpiti da forti crisi di mercato negli anni passati, come il latte bovino e le carni suine”. Di fronte all’attuale situazione, commenta il presidente della Confagricoltura regionale, Gianni Tosi, “serve una risposta concreta alle esigenze della nuova compagine imprenditoriale destinata a crescere sempre di più con l’internazionalizzazione”.

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