Edilizia, crisi non ancora superata


Dall’inizio della crisi che ha investito il Paese le imprese edili in Emilia-Romagna “sono diminuite di più di 13.000 unità” mentre gli occupati, nel 2015, sono risultati pari a “107.000 di cui 20.400 a Modena, 17.200 a Bologna, 13.000 a Reggio Emilia e rispetto all’anno precedente, si è avuto un calo che ha superato il 10%, nonostante i lavori del terremoto”. Quanto al 2016, questo “si caratterizza, invece, per una seppure ancora molto esile inversione di tendenza: la flessione è stata solamente dello 0,4%”. Questo, in sintesi, il quadro delineato dal presidente di Ance Emilia-Romagna, Stefano Betti. A giudizio del numero uno dell’Ance regionale i primi e unici segnali di una modesta ripresa sono rappresentati dall’incremento delle ristrutturazioni degli edifici esistenti e delle compravendite delle abitazioni usate, grazie al regime fiscale più favorevole: nel primo semestre 2016 le unità abitative vendute e comprate sono state 22.109, contro le 17.686 del primo semestre 2015. Il presidente del’Ance emiliano-romagnola ha anche evidenziato l’importanza del disegno di legge in discussione in Regione relativo all’urbanistica che va a mutare le norme regionali che erano in vigore dall’anno 2000. “Questo provvedimento legislativo – ha sottolineato – oltre a prevedere il rispetto, entro il 2050, del ‘saldo zero’ sull’utilizzo del suolo non urbanizzato” prevede “importanti semplificazioni procedurali, che da tempo auspicavamo”. Ad ogni modo, ha proseguito Betti, “abbiamo diverse priorità per il 2017. Oltre al disegno di legge già citato, è essenziale un’accelerazione dell’avvio delle opere pubbliche, grandi e piccole” e appare “indispensabile semplificare le procedure per la ricostruzione post sisma”.

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