Ferrari a Piazza Affari, conto alla rovescia


Dopo lo storico esordio a Wall Street dello scorso 21 ottobre il Cavallino Rampante sembra aver scacciato la paura, trovandosi evidentemente a suo agio fra il Toro e l’Orso: dopodomani la Ferrari farà il suo debutto anche nei listini azionari italiani, in contemporanea con la scissione da Fiat Chrysler. La valutazione di partenza del pacchetto in vendita a Piazza Affari è di 51 euro a cedola, per un totale di 8,35 miliardi di euro. A Manhattan, nel frattempo, il titolo tiene discretamente: il prezzo di debutto di 52 dollari non ha resistito a lungo, scivolando ora a quota 48, ma il volume di scambi è buono e il rating delle azioni Ferrari è “buy”, vale a dire “comprare”. Riscontri che rendono ottimista la batteria di dirigenti pronta, lunedì mattina a Milano, ad aprire le contrattazioni: assieme a Sergio Marchionne e Amedeo Felisa ci saranno anche Piero Ferrari e John Elkann, forse anche il premier Matteo Renzi. Dove andranno questi nuovi otto miliardi e passa? A finanziare progetti di rilancio, come quelli di Wall Street: non solo i nuovi modelli Alfa Romeo ma anche quelli Fiat e Jeep, e poi a ridurre il debito del gruppo – che più che sulla groppa del Cavallino grava su quella della casa madre. Al timone della nuova Ferrari, quella con sede in Olanda tanto per capirci, sarà sempre più salda la mano della Exor della famiglia Agnelli, che deterrà il 24% delle azioni e brandirà le redini con l’aiuto di Piero Ferrari: nome che continua a rappresentare l’inestimabile garanzia di un legame forte col territorio.

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