Trimestrale Credem, utile a +5,2%


Il Consiglio di Amministrazione di Credem, presieduto da Giorgio Ferrari, ha approvato i risultati individuali e consolidati del primo trimestre 2017 (informativa finanziaria periodica aggiuntiva). In un contesto in cui l’economia italiana continua a manifestare importanti segni di debolezza il Gruppo Credem, in controtendenza rispetto al sistema bancario, ha continuato ad investire e crescere in modo organico con l’acquisizione di nuova clientela, l’aumento delle masse e dei prestiti ai clienti. Confermati nel trimestre la capacità di generare redditività, la consueta qualità dell’attivo, la solidità patrimoniale, gli investimenti sulle persone a sostegno dello sviluppo del business.

In particolare, a fine marzo 2017, il CET1 Ratio(2) si è attestato a 12,86% con oltre sei punti percentuali di margine rispetto al livello minimo assegnato da BCE pari a 6,75%(3). I prestiti(1) ai clienti sono in crescita del 6,2% a/a, rispetto al sistema(4) che segna +0,4% nello stesso periodo, e si attestano a 23 miliardi di euro. Il rapporto tra sofferenze nette ed impieghi netti è pari a 1,48% a conferma di una qualità dell’attivo ai vertici del mercato. Gli investimenti sulle persone, caposaldo della strategia di crescita di sviluppo per linee interne, hanno portato a 73 assunzioni(5) di cui il 76,6% giovani con una crescita dell’organico complessivo dell’1,7% a/a. Nel primo trimestre sono stati acquisiti 26.316 nuovi clienti(6) e la raccolta complessiva da clientela(1) è cresciuta dell’8,9% a/a raggiungendo 63,8 miliardi di euro (+5,2 miliardi di euro in valore assoluto a/a). Il Gruppo ha inoltre continuato a generare redditività con 49 milioni di euro di utile netto consolidato in progresso del 5,2% rispetto a 46,6 milioni di euro del primo trimestre 2016 e dopo aver accantonato, al lordo dell’effetto fiscale, 9,7 milioni di euro al Fondo di Risoluzione Unico.

Il margine di intermediazione si attesta a 288,6 milioni di euro rispetto a 284,4 milioni di euro a fine marzo 2016 (+1,5% a/a). All’interno dell’aggregato, il margine finanziario(8) raggiunge 118,1 milioni di euro, +2,8% rispetto a 114,9 milioni di euro dello stesso periodo del 2016. Il margine servizi(9)(10) raggiunge 170,5 milioni di euro rispetto a 169,5 milioni di euro nel primo trimestre 2016 (+0,6% a/a). In dettaglio le commissioni nette sono in crescita del 13,4% a/a a 130,8 milioni di euro (di cui commissioni di gestione ed intermediazione +23,8% a/a e commissioni da servizi bancari -2,2% a/a), mentre il risultato dell’attività finanziaria è in calo del 43% a/a (a 22,1 milioni di euro) per una minore operatività sul portafoglio titoli di proprietà.

I costi operativi(10) sono pari a 185,8 milioni di euro rispetto a 179,3 milioni di euro di fine marzo 2016 (+3,6% a/a) influenzati dall’espansione commerciale, dall’aumento dell’organico e dai cambiamenti normativi come previsto in sede di pianificazione. In particolare, le spese amministrative raggiungono 58,9 milioni di euro (+3,9% a/a), mentre le spese relative al personale ammontano a 126,9 milioni di euro (+3,5% a/a).

Il cost/income(11) risulta pari a 64,4% rispetto al 63% dell’anno precedente.

Il risultato lordo di gestione raggiunge 102,8 milioni di euro rispetto a 105,1 milioni di euro a fine marzo 2016 (-2,2% a/a). Gli ammortamenti sono pari a 11,5 milioni di euro rispetto a 10,8 milioni di euro dell’anno precedente (+6,5% a/a).

Il risultato operativo raggiunge 91,3 milioni di euro rispetto a 94,3 milioni di euro nello stesso periodo del 2016 (-3,2% a/a).

Gli accantonamenti per rischi ed oneri sono pari a 2,7 milioni di euro (-1,1 milioni di euro a fine marzo 2016). Le rettifiche nette di valore su crediti si attestano a 11,2 milioni di euro rispetto a 10,4 milioni di euro nel 2016 (+7,7% a/a).

Il saldo delle componenti straordinarie è pari a -11,4 milioni di euro rispetto a -12,7 milioni di euro a fine marzo 2016. Tale posta è stata influenzata principalmente dal contributo di 9,7 milioni di euro, al lordo dell’effetto fiscale, al Fondo di Risoluzione Unico.

L’utile ante imposte si attesta a 71,4 milioni di euro, +1,9% rispetto a 70,1 milioni di euro nello stesso periodo del 2016, mentre le imposte sul reddito ammontano a 22,4 milioni di euro (23,5 milioni di euro a fine marzo 2016, -4,7% a/a). L’utile netto consolidato ammonta a 49 milioni di euro, in crescita del 5,2% rispetto a 46,6 milioni di euro dello stesso periodo del 2016.

La raccolta complessiva da clientela a fine marzo 2017 è in progresso dell’8,9% a/a e ammonta a 63.841 milioni di euro (58.633 milioni di euro l’anno precedente). La raccolta complessiva raggiunge 74.990 milioni di euro, +8,1% a/a rispetto a 69.346 a fine marzo 2016. In particolare, la raccolta diretta da clientela aumenta del 4,5% a/a a 20.951 milioni di euro rispetto a 20.044 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno precedente. La raccolta diretta complessiva è pari a 23.351 milioni di euro rispetto a 22.394 milioni di euro del primo trimestre 2016 (+4,3% a/a). La raccolta assicurativa si attesta a 6.388 milioni di euro, +11,1% rispetto a 5.748 milioni di euro a fine marzo 2016. La raccolta indiretta da clientela risulta pari a 36.502 milioni di euro, +11,1% rispetto a 32.841 milioni di euro dell’anno precedente. Nel dettaglio, la raccolta gestita cresce del 15,7% a/a e si attesta a 25.744 milioni di euro rispetto a 22.252 milioni di euro nello stesso periodo dell’anno precedente; nello specifico le gestioni patrimoniali sono pari a 6.310 milioni di euro (+11% a/a) e i fondi comuni di investimento e Sicav raggiungono 11.928 milioni di euro (+19% a/a).

Gli impieghi con clientela sono in aumento del 6,2% a/a con un’overperformance di 5,8 punti percentuali rispetto al sistema che fa segnare +0,4% a/a(4) e si attestano a 22.988 milioni di euro rispetto a 21.642 milioni di euro a fine marzo 2016, con costante attenzione alla qualità del portafoglio. Nel dettaglio i mutui casa alle famiglie registrano flussi erogati nel primo trimestre 2017 per 157,9 milioni di euro (-28,2% a/a) con consistenze pari a 6.648 milioni di euro (+3,7% a/a).

Le sofferenze nette su impieghi sono pari a 1,48% rispetto a 1,69% nello stesso periodo del 2016, dato significativamente inferiore alla media di sistema. La percentuale di copertura dei crediti in sofferenza è del 60,3% (60,5% a fine marzo 2016 e 59,6% a fine 2016). I crediti problematici totali netti ammontano a 799 milioni di euro rispetto a 809,4 milioni di euro del primo trimestre 2016.

Il CET1 ratio(2) phased-in calcolato su Credemholding è pari a 12,86% (fully phased 12,29%); il Total capital ratio(2) phased-in è pari a 14,38% (fully phased 14,24%).

A fine marzo 2017 la struttura distributiva del Gruppo si articolava in 630 tra filiali, centri imprese e negozi finanziari. I dipendenti erano 6.092, i consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede (con incarico di agenzia) 865, i subagenti finanziari 236 e gli agenti finanziari specializzati nella cessione del quinto 99.

In linea con quanto già comunicato ad inizio 2017, i principali obiettivi per l’anno in corso prospettano la conferma di significativi ritmi di sviluppo commerciale, fermo restando che il quadro economico e finanziario di riferimento si presenta più debole di quanto previsto; inoltre andranno tenute in rigorosa considerazione le indicazioni provenienti dagli Organi di Vigilanza che attribuiscono particolare importanza al mantenimento di solidi livelli di patrimonializzazione e di fondate capacità di generazione reddituale oltre al presidio dell’adeguatezza della governance dei rischi e della liquidità aziendale. Nel complesso lo sviluppo commerciale sarà trainato dal risparmio gestito; più moderato, ma superiore alle aspettative di sistema, dovrebbe essere lo sviluppo dei crediti alla clientela. Meno vivace, anche in riferimento alle distese condizioni di liquidità dei mercati interbancari ed istituzionali, si rivelerà la dinamica della raccolta diretta da clientela. Sotto il profilo economico è ipotizzabile il progresso dei proventi stabili del margine servizi, con particolare riferimento a quelli della gestione del risparmio. Più contenuta sarà la dinamica dei proventi finanziari (condizionata positivamente dai volumi creditizi alla clientela, da distese condizioni di approvvigionamento di fonti di finanziamento e, negativamente, dalla dinamica al ribasso degli spread relativi all’intermediazione con la clientela) e quella dei proventi bancari tradizionali. L’ordinaria evoluzione del portafoglio dei titoli di debito, unitamente alle ipotizzate condizioni finanziarie e di liquidità, limiteranno il contributo dell’area finanza. Analogamente, in riferimento alle attuali prospettive dell’economia, alla situazione di rischio attuale del Gruppo ed alla strategia perseguita, la dinamica del rischio creditizio dovrebbe risultare fisiologica. Si confermerà infine il significativo livello della spesa in riferimento agli importanti investimenti connessi alla crescita commerciale in atto, al potenziamento dei presidi organizzativi e dei servizi di information technology, al necessario recepimento delle nuove e complesse normative di settore. Saranno altresì decisivi, nell’evoluzione prospettata, il presidio degli spread creditizi (in un contesto che si presenta maggiormente competitivo), ma anche lo sviluppo commerciale della base clientela e dei volumi di intermediazione, la focalizzazione delle erogazioni creditizie su segmenti, forme tecniche e classi di rischio soddisfacenti sotto i profili rischio-rendimento, oltre agli investimenti per la necessaria evoluzione della struttura informatica a supporto della rete commerciale.

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