31/5/2011 carisbo confindustria e unioncamere E/R : ripresa vera?


bologna 31 maggio I primi tre mesi del 2011 hanno consolidato la ripresa in atto dalla primavera 2010, dopo due anni caratterizzati da un andamento recessivo. Il tono delle attività delle imprese è ancora lontano dai livelli precedenti la crisi, ma la risalita sembra avviata.E’ quanto emerge dall’Indagine congiunturale relativa al primo trimestre 2011 sull’industria manifatturiera, realizzata in collaborazione tra Unioncamere Emilia-Romagna, Confindustria Emilia-Romagna e Carisbo-Cariromagna.La produzione dell’industria in senso stretto dell’Emilia-Romagna è cresciuta in volume del 2,8 per cento rispetto al primo trimestre 2010, in misura più ampia rispetto all’aumento medio dell’1,7 per cento riscontrato nei 12 mesi precedenti. Il contesto generale è anch’esso di segno positivo: in Italia è stato rilevato un aumento pari al 3,3 per cento.Il nuovo incremento ha interessato tutte le classi dimensionali, sia pure con diversa intensità: dallo 0,9 per cento nelle imprese più piccole (da 1 a 9 dipendenti), con scarsa propensione al commercio estero, al 2,8 e 3,5 per cento, nelle medie e grandi imprese.Il fatturato ha ricalcato l’andamento produttivo. La crescita tendenziale in valore si è attestata al 2,7 per cento, in miglioramento rispetto al trend dei dodici mesi precedenti (+1,8 per cento). Anche la domanda ha dato segni di risveglio, con un segno in crescita del 3,1 per cento, a fronte del trend positivo del 2,0 per cento rilevato nei dodici mesi precedenti.La situazione segnata dalle variazioni verso una fase di recupero è apparsa analoga in tutte le classi dimensionali e settori, con aumenti maggiori per meccanica, elettricità e mezzi di trasporto e industrie dei metalli, in cui è inclusa gran parte della subfornitura.L’andamento delle esportazioni, in tutte le classi dimensionali, è alla base della risalita produttiva. Nei primi tre mesi del 2011 l’incremento tendenziale è stato del 3,6 per cento, in miglioramento rispetto al trend dei dodici mesi precedenti (+2,9 per cento). A guidare la ripresa è stata l’industria della meccanica, elettricità e mezzi di trasporto (+4,7 per cento) e dei metalli (+5,2 per cento).2Per quanto riguarda la Cassa integrazione guadagni, lo sfasamento temporale che intercorre tra la richiesta e la relativa autorizzazione Inps, può far sì che i primi tre mesi del 2011 possano avere ereditato situazioni riferite all’ultimo scorcio del 2010, ed è quindi necessaria una certa cautela nella valutazione dei dati. Ciò premesso, il miglioramento del ciclo congiunturale si è associato a un minore ricorso agli ammortizzatori sociali.Le ore autorizzate di Cassa integrazione guadagni di matrice anticongiunturale, sono scese dai circa 8 milioni e 749 mila dei primi tre mesi del 2010 ai quasi 2 milioni dell’analogo periodo del 2011. Le ore autorizzate per interventi di carattere straordinario (subordinata agli stati di crisi o a ristrutturazioni) sono invece aumentate. Nei primi tre mesi ne sono state autorizzate circa 7 milioni e mezzo contro i quasi 6 milioni e 700 mila dell’analogo periodo dell’anno precedente. Per quanto concerne la Cig in deroga, i primi tre mesi del 2011 hanno evidenziato un certo alleggerimento: nei confronti dei primi tre mesi del 2010 c’è stata una diminuzione del 34,6 per cento.“Le zone d’ombra non mancano, ma si inizia ad intravedere qualche spiraglio di luce – dichiara il Presidente di Unioncamere Emilia-Romagna Andrea Zanlari – La ripresa in atto da alcuni mesi prosegue, seppur ancora fragile e lenta, condizionata dall’andamento del commercio internazionale. Sono proprio le imprese più strutturate e orientate al commercio estero quelle che riescono ad intercettare le opportunità offerte dalla migliorata congiuntura internazionale. Il clima di fiducia verso il rimbalzo dell’attività manifatturiera non è quindi diffuso in modo omogeneo, stante la difficoltà di ripresa della domanda interna. Questo significa – aggiunge Zanlari – che lo scenario economico deve essere interpretato ancora con molta cautela e, soprattutto, che dovrà continuare l’impegno a supportare le imprese con strumenti che favoriscano l’accesso al credito e politiche per sostenere l’occupazione, che resta il problema più evidente. L’intensità della ripresa dipenderà anche dalla capacità dei territori di accompagnare le imprese nei processi di ammodernamento: è questa la sfida da affrontare con coraggio e determinazione”.“I dati dell’indagine – dichiara la Presidente di Confindustria Emilia-Romagna Anna Maria Artoni – confermano buone performance nel recupero del quadro economico generale, ma ancora lontane dai livelli pre-crisi. Le aspettative delle imprese per i prossimi mesi sono complessivamente positive, pur in un quadro ancora contraddistinto da grande incertezza.”L’analisi mette in evidenza ancora una volta come la spinta alla crescita provenga dalla domanda estera, mentre la situazione del mercato interno continua a rimanere molto debole. Questo è certamente oggi l’elemento di maggiore preoccupazione, ulteriormente aggravato dall’annunciata necessità di forti interventi correttivi sulle finanze pubbliche per rispettare i parametri europei. È inevitabile che ciò finirà per avere un ulteriore impatto negativo sui consumi interni e prima di tutto sulla fiducia delle famiglie, pur nella consapevolezza della fondamentale necessità di assicurare stabilità al sistema finanziario. “In un quadro di tagli alla spesa pubblica occorrerà – sottolinea la Presidente Artoni – mantenere ed anzi rafforzare quelle azioni che possono essere di stimolo alla ripresa sia di carattere congiunturale, come gli investimenti pubblici, sia strutturale, come la riforma fiscale e la semplificazione”.La crescita, pur di segno positivo, ci lascia però ancora distanti dai livelli complessivi precedenti alla crisi. I ritmi della ripresa non consentono il riassorbimento degli attuali livelli di disoccupazione, che continua ad essere in particolare concentrata nella componente giovanile. “Ritengo – conclude la Presidente degli industriali – che questa sia la vera emergenza da affrontare e che solo attraverso un rinnovato impulso alla crescita l’economia dell’Emilia-Romagna potrà riprendere a creare occupazione e prospettive di sviluppo per i prossimi anni”.Il credito in Emilia-Romagna, secondo l’analisi di Carisbo-Cariromagna, si conferma in notevole ripresa (+7,4% a febbraio 2011 sullo stesso mese dell’anno precedente) grazie alla buona dinamica dei prestiti alle famiglie (+6,5%) unita all’accelerazione dei prestiti alle imprese3(+7,2%) con il tasso di crescita più elevato da oltre due anni. Il credito alle imprese cresce di due punti in più rispetto alla media nazionale (+5,2%).Particolarmente dinamiche nel credito alle imprese si sono confermate le province di Reggio Emilia (+20,8% a febbraio) e Ravenna (+10,8%), seguite da Ferrara (+9,7%), mentre Parma è ancora la più debole nei prestiti alle imprese ma comunque in ripresa (+1,8%). Rimini rimane la più vivace nel credito alle famiglie (+12,2%). Prosegue, tuttavia, l’emersione delle sofferenze con un peggioramento a fine 2010 dell’indicatore che misura il tasso di decadimento dei prestiti alle imprese, tornato al picco del primo trimestre 2010 (2,7%) dopo due trimestri di sostanziale stabilità (al 2,5%).“La notevole accelerazione dei prestiti alle imprese emiliano-romagnole, pur in un contesto di persistenti incertezze e di debole ripresa economica, testimonia l’impegno del settore bancario a sostegno del sistema produttivo – dichiara Giuseppe Feliziani, direttore regionale di Intesa Sanpaolo. – La continua emersione delle sofferenze attesta, tuttavia, che l’impegno non è indolore e dovrebbe sollecitare la riflessione su quanto vada ancora fatto per irrobustire il sistema delle imprese.”

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet