29 anni dopo, è libero l’autore della strage di Bologna


ROMA, 3 AGO 2009 – Sono bastati cinque anni di libertà vigilata per estinguere uno dei reati peggiori commessi in Italia nel dopoguerra: la strage alla stazione di Bologna: 85 morti, circa 200 feriti.Per l’ex terrorista dei Nar Valerio Fioravanti – condannato all’ergastolo per la strage della stazione di Bologna – è scattato infatti il termine della libertà condizionata con la conseguenza che la sua pena è stata dichiarata estinta e, ora, è a tutti gli effetti un uomo libero. A confermare la notizia è l’avvocato Michele Leonardi, che ha assistito Fioravanti e la moglie Francesca Mambro, anche lei condannata per la stessa strage, e che potrebbe riacquistare la piena libertà nel 2013 avendo ottenuto la libertà vigilata solo da un anno."Valerio Fioravanti non ha ottenuto alcuno sconto di pena né alcuna concessione: è tornato ad essere un uomo libero perché questo prevede la legge quando, anche nel caso di condannati all’ergastolo, siano trascorsi cinque anni dal conseguimento della libertà vigilata", spiega l’avvocato Michele Leonardi che ha seguito negli ultimi anni il percorso giudiziario dell’ex terrorista dei Nar. Condannato per la strage della stazione di Bologna, per quanto riguarda le istanze al Tribunale di Sorveglianza. "La vita di Fioravanti non è cambiata: da cinque anni – spiega il legale – torna a casa la sera, dalla moglie e dalla figlia, e di giorno lavora. E’ un uomo assolutamente tranquillo che fa il marito, il padre e il lavoratore nell’associazione di volontariato ‘Nessuno tocchi Caino’. Non ha chiesto il passaporto e non ha nessun motivo per allontanarsi dall’Italia dal momento che ha qui tutti i suoi affetti".La moglie di Fioravanti, Francesca Mambro, anche lei condannata per la strage di Bologna, "potrà ottenere la piena libertà solo nel 2013 – prosegue Leonardi – in quanto ha ottenuto la libertà condizionata solo lo scorso anno e, dunque, ne devono passare altri quattro". La Mambro, infatti, per il periodo della maternità, aveva ottenuto la sospensione della pena.

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