26 quintali di “brutti ma buoni”


FORLÌ, 16 SET 2009 – Questa mattina l’assessore alle Politiche di Welfare Drei e il presidente dei soci Coop della zona Strada hanno presentato il progetto di Coop Adriatica: da dicembre i due punti vendita hanno garantito 30 pasti al giorno agli oltre 300 assistiti delle onlus Mensa Poveri San Francesco, Paolo Babini e Papa Giovanni XXIII.BRUTTI MA BUONIRidurre lo spreco e trasformarlo in risorsa di solidarietà, a beneficio dei più bisognosi. È il progetto “Brutti ma buoni”, con il quale Coop Adriatica destina frutta, verdura, carne, latticini e generi vari invenduti – perché prossimi alla scadenza o con piccole imperfezioni estetiche, ma ancora buoni e perfettamente commestibili – ad associazioni di volontariato e cooperative di solidarietà.A Forlì “Brutti ma buoni” ha preso il via, sperimentalmente, alla fine dello scorso anno nel punto vendita del Centro commerciale I Portici, in via Colombo 10/5, mentre ad aprile il progetto è partito anche nel negozio di via Curiel 7/9. I primi risultati dell’iniziativa, ora a regime, sono stati presentati questa mattina – mercoledì 16 settembre alle ore 11.30 alla Coop I Portici – in una conferenza stampa alla quale hanno preso parte Davide Drei, assessore comunale alle Politiche di Welfare, Marcello Strada, presidente dei soci di Coop Adriatica a Forlì, e i rappresentanti delle tre associazioni beneficiarie: l’associazione Mensa Poveri San Francesco, l’associazione e cooperativa sociale Paolo Babini e l’associazione comunità Papa Giovanni XXIII.30 PASTI AL GIORNOGrazie a “Brutti ma buoni”, da dicembre 2008 a luglio 2009, i due punti vendita di Forlì hanno garantito complessivamente donazioni per oltre 26 quintali di alimenti, per una media di 30 pasti al giorno e un valore di circa 13.500 euro, a beneficio di più di 300 persone in difficoltà: minori, donne, immigrati, malati. Il recupero degli invenduti viene effettuato dai lavoratori della Cooperativa di consumatori, con il supporto dei soci volontari: la Coop I Portici assicura la donazione del “cibo della solidarietà” all’associazione San Francesco, che gestisce una mensa per circa 50 poveri (sono 15 i quintali di prodotti donati da dicembre a luglio, per un valore di quasi 10.900 euro e una media di 12 pasti donati al giorno). Il negozio di via Curiel, invece, destina gli alimentari invenduti all’associazione e alla cooperativa Paolo Babini, che provvedono ai pasti di un’ottantina di persone, tra cui anziani e minori, ospitati in case famiglia o residenze d’accoglienza, e alla comunità Papa Giovanni XXIII, che si occupa di 180 persone bisognose e soggette a dipendenze: da aprile a luglio, le donazioni hanno garantito mediamente 18 pasti al giorno, sfiorando quota 11 quintali, per un valore di 2.700 euro).“Il recupero degli invenduti a fini sociali – ha spiegato Strada – si inserisce perfettamente nell’ambito della strategia della sostenibilità di Coop Adriatica, perché è un’attività economicamente sostenibile grazie alla riduzione degli sprechi, capace di offrire risposte sociali concrete alle persone bisognose, e con ricadute positive sull’ambiente. In questo momento, è anche un’importante azione per contribuire, insieme alle istituzioni e la comunità locale, alla definizione di un piano coordinato di riduzione della povertà”.“Brutti ma buoni è un progetto significativo per la sua valenza educativa – ha aggiunto Drei – La donazione dei prodotti invenduti, infatti, cancella la cultura dello spreco, contribuendo ad accrescere la coesione sociale e la crescita di tutta la comunità”: “Brutti ma buoni” viene attuato con il supporto dei soci volontari della Cooperativa, che, grazie alla loro conoscenza del territorio, intervengono nella ricerca, selezione e verifica delle organizzazioni che assistono le persone in stato di bisogno; la raccolta invece viene eseguita dai lavoratori, che ogni mattina preparano le merci, le controllano secondo rigorose procedure indicate dalle Aziende sanitarie locali e, prima di mezzogiorno, le consegnano alle associazioni di volontariato. Queste ultime, infine, destinano i prodotti a persone in difficoltà, o all’alimentazione di animali malati o abbandonati, trasformando lo spreco in risorsa. Grazie al recupero, infine, l’iniziativa limita fortemente la produzione di rifiuti. L’INIZIATIVA DI COOP ADRIATICA IN TUTTA LA ROMAGNACoop Adriatica ha iniziato a sperimentare “Brutti ma buoni” nel 2003, in collaborazione con l’Università di Bologna. Attualmente, il progetto è attivo in 57 punti vendita, di cui 10 in Romagna: oltre ai due negozi di Forlì, anche i supermercati Faenza il Borgo, Ravenna Teodora e Ravenna Faentina, e gli ipercoop di Lugo, Lungo Savio di Cesena, Esp di Ravenna, Leonardo di Imola e I Malatesta di Rimini. In tutto, nel 2008, nei 51 punti vendita coinvolti è stato possibile recuperare circa 730 tonnellate di alimenti, a beneficio di 97 associazioni, che hanno potuto risparmiare quasi 3 milioni di euro e reinvestire così in attività di miglioramento delle strutture e della qualità della vita delle persone assistite. In Romagna, lo scorso anno, le donazioni di alimentari invenduti hanno raggiunto quota 203 tonnellate; le associazioni beneficiarie sono state 25, alle quali è stato così assicurato un risparmio di quasi 880 mila euro, in favore di oltre 1.800 assistiti. COOP ADRIATICALa Coop è, insieme, la più grande catena distributiva italiana e una grande organizzazione di consumatori. Con oltre 9 mila dipendenti e un fatturato di 1.926 milioni di euro al 31 dicembre 2008, Coop Adriatica è la seconda cooperativa del sistema Coop. Dispone di una rete di 16 ipercoop e 135 supermercati, in Emilia-Romagna, Veneto, Marche e Abruzzo. La base sociale è di 1 milione e 39 mila soci, di cui 233 mila soci prestatori, per un ammontare del prestito sociale di 1.888 milioni di euro. In provincia di Forlì-Cesena i soci sono quasi 60 mila; i punti vendita sono 10.L’ASSOCIAZIONE MENSA POVERI SAN FRANCESCOL’associazione Mensa Poveri San Francesco (S.F.A.M.P.) nasce come onlus nel dicembre del 2008 come continuazione del lavoro di volontariato effettuato da oltre 20 anni nel Convento-Parrocchia di Santa Maria del Fiore a Forlì, che ha sempre avuto come mentore il Frate Parroco. L’associazione può contare sul lavoro di 48 soci, che assistono mediamente 50 ospiti per la mensa di mezzogiorno e, con frequenza bisettimanale, distribuiscono viveri, abiti, mobili e oggetti, offerte alle famiglie indigenti che ne facciano richiesta.L’ASSOCIAZIONE COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIIIL’associazione Comunità Papa Giovanni XXIII è nata nel Riminese alla fine degli anni ’60 per iniziativa del suo fondatore don Oreste Benzi, ed è oggi presente con oltre 1.500 membri in tutto il mondo. Inizialmente, la Comunità si occupava di formazione per gli adolescenti; nel tempo ha ampliato la propria attività alla lotta all’emarginazione sociale e alla cura e accoglienza di persone in difficoltà, come minori, disabili, prostitute, tossicodipendenti. Nel Forlivese, i membri sono circa 70, mentre le strutture d’accoglienza, oltre una decina, accolgono più di 300 persone.L’ASSOCIAZIONE E LA COOPERATIVA PAOLO BABINIL’associazione Paolo Babini nasce a Forlì nel 1984 dall’esperienza di alcuni volontari che svolgevano il loro servizio in aiuto di disabili e minori. Dall’omonima associazione nel 1987 nasce la cooperativa sociale Paolo Babini. Ad oggi la cooperativa e l’associazione sono realtà radicate nel territorio con numerosi servizi e progetti innovativi rivolti all’infanzia, ai minori, alla famiglia e alla comunità. Il presidente di entrambe le organizzazioni è don Mino (Girolamo Flamigni). Attualmente la cooperativa è composta da oltre 50 soci, da lavoratori dipendenti e si avvale della collaborazione di volontari e di una rete di oltre 70 famiglie che contribuiscono alla realizzazione dei progetti di solidarietà e aderiscono all’associazione. Nei centri della cooperativa sono accolti residenzialmente circa 45 minori, mentre negli altri servizi circa 180 bambini e adolescenti.

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