2014, bene export non occupazione


Nell’analisi di Prometeia e Intesa Sanpaolo anche nei primi mesi del 2014 è l’export la componente più importante per la crescita delle imprese italiane: moda, automotive, elettrodomestici, prodotti per le costruzioni, largo consumo e meccanica hanno fatto registrare aumenti tendenziali fra il 4% e il 6%. L’Italia è il paese con la maggior crescita delle esportazione tra i primi dieci esportatori mondiali di manufatti. Il traino dell’export, però, ha contribuito a sostenere anche il fatturato di alcuni settori a monte delle catene produttive. A fronte di una domanda delle famiglie italiane ancora stagnante, infatti, la ripresa delle vendite di beni intermedi appare legata soprattutto alle buone performance dell’estero. Dopo le forti contrazioni del biennio 2012-13 si è registrato un +0.3 (dato tendenziale) nei primi cinque mesi del 2014. Nonostante le crescenti incertezze, dovute anche al fatturato, le attese relative alla seconda parte dell’anno restano tuttavia positive. Crescono, però, i timori sul rafforzamento della ripresa europea e sulla tenuta del ciclo mondiale. Negative anche le attese sul mercato del lavoro in Italia, che rende incerte le prospettive della domanda interna. In questo contesto – nota la ricerca – rimangono elevati i rischi di un nuovo peggioramento dei conti delle imprese manifatturiere, oggi già mediamente in condizioni di criticità. Si osserva, infatti, un diffuso processo di discesa dei prezzi alla produzione: se il quadro mondiale dovesse portare ad un aumento dei costi delle materie prime, molte imprese potrebbero trovarsi in serie difficoltà.

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