2 agosto, la Procura di Bologna guarda a Brescia


BOLOGNA, 9 AGO. 2010 – Già lo scorso 2 agosto Paolo Bolognesi, presidente dell’associazione delle vittime della strage di Bologna, aveva detto che per arrivare finalmente a scoprire tutta la verità che c’è dietro a quella bomba scoppiata 30 anni fa è molto importante guardare a Brescia. E’ così ha fatto la Procura di Bologna, che ha chiesto a quella del capoluogo lombardo informazioni rigurdanti l’inchiesta sulla strage di Piazza della Loggia del 28 maggio 1974, per evidenziare in particolar modo quello che riguarda anche la strage alla stazione del capoluogo emiliano.In realtà, se fossero emersi elementi o dichiarazioni di assoluta novità, sarebbero stati gli stessi magistrati bresciani – Francesco Piantoni e Roberto Di Martino – a inviare gli atti ai colleghi di Bologna. Ma a margine delle indagini su piazza della Loggia, dove morirono 8 persone e oltre 100 furono i feriti, verrà comunque fatta una verifica su tutti i particolari riferibili alla strage di Bologna, valutando in che misura rappresentano elementi di novità. Secondo Bolognesi, dalla Lombardia potrebbero arrivare informazioni utili legate ai mandanti del 2 agosto, ma anche al contensto in cui operarono gli esecutori della strage. "Francesca Mambro e Valerio Fioravanti (terroristi neri condannati per all’ergastolo per la strage di Bologna, ndr) hanno sempre cercato di apparire come ‘spontaneisti’ – ha detto infatti una settimana fa durante le celebrazioni del trentennale – da Brescia viene fuori che non sono assolutamente spontaneisti ma molto inseriti all’interno di tutta una serie di reti che sono importanti. Ora, siccome sono una serie di documenti già vagliati da una autorità giudiziaria, vedremo di farli acquisire. E’ un filone che potrebbe far fare qualche passo in più verso i mandanti". Elementi, quelli relativi a Brescia, di cui ha trattato anche un libro presentato alla vigilia del 2 agosto, "Schegge contro la democrazia", scritto da Antonella Beccaria e Riccardo Lenzi, con la prefazione dell’ex pm di Bologna Claudio Nunziata. A Brescia, tra l’altro, è emerso il nome di Gaspare Cannizzo, in realtà gia conosciuto anche ai Pm bolognesi, ma che non diceva molto. Cannizzo era un funzionario della Regione Sicilia è soggiornò a Mazara nella villa di Francesco Mangiameli, leader siciliano Terza Posizione, quando erano ospiti – poco prima della strage – anche Mambro e Fioravanti. La novità sarebbe rappresentata dal fatto che Cannizzo era legato ad una loggia massonica frequentata anche da mafiosi.

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